Firenze supera una settimana ad alto rischio, ma a prezzo di dodici poliziotti feriti. Il SIULP Firenze denuncia i sacrifici dimenticati

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Dopo una settimana di tensione e servizi straordinari, il segretario generale Riccardo Ficozzi richiama l’attenzione sul lavoro spesso invisibile delle Forze dell’Ordine: dodici operatori del Reparto Mobile di Firenze sono rimasti feriti durante altri servizi in Italia

 

Dodici poliziotti feriti, turni interminabili, ore sottratte al riposo e agli affetti, straordinari che rischiano di essere pagati soltanto dopo mesi. È il bilancio umano che il SIULP Firenze porta all’attenzione pubblica dopo una settimana di tensione, impegni straordinari e appuntamenti considerati ad alto rischio per l’ordine pubblico.

Una settimana nella quale, secondo il sindacato, la città è riuscita a superare una manifestazione particolarmente delicata grazie al lavoro di poche decine di appartenenti alle Forze dell’Ordine, impegnati a fronteggiare migliaia di persone. Ma dietro il risultato operativo, sottolinea il segretario generale Riccardo Ficozzi in una lettera aperta diffusa oggi 26 ottobre, c’è un’attività che spesso resta lontana dai riflettori: pianificazione, indagini, verifiche, coordinamento e interventi sul territorio. «Non è stato frutto della fortuna», scrive Ficozzi, rivendicando il contributo di chi ha lavorato per giorni per evitare che una situazione di tensione potesse degenerare.

Il sindacato richiama in particolare l’attività della Polizia Postale di Firenze, che nei primi giorni della settimana avrebbe individuato, attraverso un’attività investigativa, quella che è la presunta mente di M1710, Yousef Siher, insieme a una decina di altri attivisti. Il testo ricorda inoltre il fermo, prima dell’inizio della manifestazione, di alcuni soggetti arrivati in città con l’intento, secondo la ricostruzione del SIULP, di comprometterne il regolare svolgimento.

Accanto al lavoro svolto a Firenze, c’è però il capitolo degli operatori impegnati fuori città. Il dato più pesante riguarda il Reparto Mobile fiorentino: dodici colleghi feriti al rientro da servizi particolarmente impegnativi in altre zone d’Italia. Uno di loro avrebbe riportato una frattura a un dito della mano, con una prognosi di ventotto giorni. «Dodici persone, dodici storie, dodici famiglie», scrive Ficozzi, riportando l’attenzione sulle conseguenze che un servizio operativo può lasciare anche una volta tolta la divisa.

Il richiamo del sindacato non riguarda soltanto le ferite fisiche e i rischi affrontati durante gli interventi. Nella lettera trovano spazio anche gli insulti, le offese e le denigrazioni che, denuncia il SIULP, accompagnano non di rado il lavoro degli agenti. E soprattutto le condizioni di una professione nella quale la disponibilità viene spesso data per scontata: ore di straordinario, riposi sacrificati e tempo sottratto alla famiglia, mentre il riconoscimento economico delle prestazioni potrebbe arrivare con mesi di ritardo.

Una questione che il sindacato pone direttamente a chi ha responsabilità istituzionali e amministrative, chiedendo che il lavoro svolto venga riconosciuto non soltanto a parole, ma anche attraverso il rispetto degli impegni economici. Il ringraziamento non può sostituire il riconoscimento dei diritti e delle prestazioni lavorative.

Nel frattempo, l’attività non si ferma. Mentre il SIULP diffonde il suo appello, gli stessi operatori sono nuovamente impegnati, si legge nella lettera, a garantire il regolare svolgimento del Festival delle Regioni e delle iniziative collegate, oltre ai servizi ordinari di sicurezza.

È proprio qui che si concentra il messaggio di Ficozzi: la sicurezza quotidiana rischia di diventare invisibile proprio perché, quando funziona, viene considerata normale. «Dietro ogni uniforme c’è una persona», ricorda il segretario generale, indicando famiglie, responsabilità, stanchezza e fragilità che non scompaiono quando inizia un turno di servizio.

Da qui l’appello a riconoscere agli appartenenti alle Forze dell’Ordine gli stessi diritti e la stessa dignità professionale che spettano a ogni altro lavoratore: tutela dell’incolumità, rispetto e pagamento puntuale delle prestazioni. «La gratitudine è importante, ma non può e non deve sostituirsi ai diritti», è uno dei passaggi centrali della lettera. Non una richiesta di privilegi, precisa il sindacato, ma la rivendicazione di condizioni e riconoscimenti coerenti con le responsabilità affidate a chi è chiamato a garantire la sicurezza pubblica.

Il ringraziamento finale di Ficozzi va a chi ha pianificato e diretto i servizi, a chi ha investigato e operato sul territorio, a chi è rimasto per ore in strada, a chi è tornato ferito e a chi ha ripreso servizio il giorno successivo. Un pensiero è rivolto anche alle famiglie, spesso costrette a condividere in silenzio le conseguenze di una professione difficile.

Il messaggio del SIULP Firenze, in definitiva, va oltre il ringraziamento per una settimana impegnativa: il lavoro delle Forze dell’Ordine non può essere celebrato nei momenti di emergenza e dimenticato quando arriva il momento di riconoscerne concretamente i costi umani ed economici.