Repressione tecnologica o semplice gestione della viabilità? La Firenze che vede l’automobilista come bancomat
Mentre i fiorentini e chi deve muoversi in auto nella città del giglio faticano tra cantieri infiniti, parcheggi scomparsi e ZTL sempre più stringenti, Palazzo Vecchio lancia il suo nuovo “mastino digitale”. Ora si chiama Guardium: un sistema con telecamera e intelligenza artificiale montato su quattro pattuglie della Polizia Municipale, che sarà operativo da fine giugno 2026. Un grande occhio rosso che scandaglierà targhe in tempo reale, incrociierà banche dati ministeriali e comunali, e segnalerà alert per soste irregolari, doppie file, marciapiedi, fermate bus, strisce gialle dei residenti, ma anche mancanza di assicurazione o revisione.
Il vecchio Cerbero non è scomparso: è solo stato ribattezzato. Quello che oggi viene presentato come Guardium è infatti il medesimo sistema nato con il nome di Cerbero. Dopo mesi di sperimentazione, l’amministrazione ha preferito un rebranding più soft, meno minaccioso per l’opinione pubblica. Cambia il nome, ma non la sostanza: l’occhio rosso continua a svolgere esattamente la stessa funzione di sorveglianza capillare.
L’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio assicura che non si tratta di fare cassa, ma di “riportare ordine” e liberare agenti per la polizia di prossimità. Peccato che i numeri raccontino una storia diversa. Nel 2025 Firenze ha incassato 73,3 milioni di euro dalle multe stradali, terzo posto assoluto in Italia dopo Milano e Roma, ma con un balzo del +19% rispetto all’anno precedente e il primato pro capite: circa 202 euro a residente. Un dato che fa impallidire altre città e che posiziona il capoluogo toscano come la città più “severa” d’Italia verso chi guida.
Molte sanzioni colpiscono chi arriva da fuori, certo: turisti, pendolari, bus. Ma per i residenti e chi lavora in città il messaggio è chiaro: l’auto è un nemico da scoraggiare con ogni mezzo. Da anni Firenze vive una vera e propria guerra di logoramento alla mobilità privata. I cantieri della tramvia hanno stravolto viali e lungarni, eliminando centinaia di posti auto. Le strade sono un cantiere permanente, con corsie ridotte, deviazioni e code bibliche.
I parcheggi pubblici rimasti costano caro: tariffe orarie che in centro superano facilmente i 2-4 euro, oltre agli abbonamenti mensili per le ZCS che si aggiungono al fardello. Le ZTL storiche, integrate dallo Scudo Verde, restringono ulteriormente gli spazi. Risultato? Chi non può permettersi un box privato o rinunciare all’auto è costretto a rischiare soste “creative” o a pagare salato. In questo scenario, l’arrivo di Guardium è l’ennesimo giro di vite. Non un autovelox fisso, ma un sistema mobile e intelligente che, mentre la pattuglia gira, scansiona tutto ciò che incontra.
Ma le domande che i fiorentini si pongono (e che meriterebbero risposte chiare), sono anche queste: quanto è costato esattamente il sistema Guardium ai contribuenti? In quali orari e zone opererà con maggiore intensità? E soprattutto: con incassi da multe già da record, era davvero necessario questo ulteriore strumento tecnologico o si tratta di spremere ulteriormente chi usa l’auto per necessità?
L’amministrazione replica che l’obiettivo è contrastare la sosta selvaggia e migliorare la sicurezza. Giusto punire chi blocca marciapiedi o fermate bus. Ma quando il contesto è fatto di parcheggi eliminati, costi elevati e viabilità martoriata dai cantieri, si capisce come questo sia l’ennesimo capitolo di una strategia anti-auto ideologica più che pragmatica. Liberare gli agenti per “polizia di prossimità” è lodevole, ma se nel frattempo l’occhio rosso moltiplica i verbali, il sospetto di una caccia alle multe resta forte.
Firenze è una città d’arte unica al mondo, ma anche di cittadini e lavoratori che devono spostarsi. Invece di investire solo in tecnologia repressiva, forse sarebbe il caso di accelerare parcheggi scambiatori reali, completare la tramvia senza stravolgere per anni la città, e offrire alternative concrete prima di multare con l’IA. Il timore è che Guardium diventerà il simbolo perfetto di una Firenze che vede l’automobilista non come utente della strada, ma come bancomat su quattro ruote.

