Sembra giunta a un primo capolinea la vicenda della baraccopoli sotto il Ponte all’Indiano che, dopo tante denunce e inchieste sia dei giornali che dell’opposizione, è stata sgomberata. La notizia giunge tempestiva da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. Tuttavia, come insegna la vicenda del Parco del Mensola, sarebbe deleterio cedere a false illusioni. Sono stati “sgomberati”, ma da Israele, gli attivisti della Global Sumud Flotilla, rientrati nei rispettivi Paesi nella giornata di ieri tramite la Turchia. Salvi anche Antonella Bundu e Dario Salvetti, mentre sul Corriere Fiorentino (che ha coperto il rientro dei nostri conterranei insieme a La Repubblica Firenze, La Nazione Firenze e Il Tirreno) spunta ora anche il nome di uno studente lucchese tra i toscani imbarcatisi. L’ex candidata regionale di Toscana Rossa ha raccontato le torture subite da lei e dai suoi compagni: «massacrati a calci e pugni», «usato il taser» e «puntato il laser del fucile sulla fronte», «caricati con le catene ai polsi e ai piedi sul furgone diretto verso l’aeroporto di Eilat in mezzo a cani che ringhiavano». Non è stata risparmiata neppure una ragazza sofferente di epilessia, cui è stata «sbattuta la testa due volte per terra». Abominevoli anche le condizioni detentive, con sanitari non funzionanti e pavimenti infestati di scarafaggi. Sul Tirreno nella fattispecie si parla dei «timori degli attivisti per Bundu, esposta come un “trofeo di guerra”» e delle azioni del governo italiano, che per bocca del suo ministro degli Esteri si dice pronto a imporre «sanzioni a Ben-Gvir» (come fosse solo lui il problema). Rompe il silenzio anche la Comunità ebraica, con un messaggio di solidarietà a Bundu e una netta condanna delle violenze e delle «violazioni della dignità» ai danni degli attivisti. Tenore di vita non tanto differente, comunque, vivono i residenti dello studentato di viale Morgagni, senza acqua da sabato e con «bagni chimici e docce all’aperto» per ovviare ai palesi disagi «per almeno la metà dei 500 alloggiati», riportano La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, sul quale penultimo è allegata un’intervista al presidente di ARDSU dove si invoca direttamente la chiusura e la ricostruzione del complesso. Un degrado per l’appunto da carcere israeliano: lo stato delle cose a Firenze vede però un tentativo di patinata copertura a mezzo di «350 parchimetri smart» presentata ieri in commissione 6 dal direttore generale di SaS e di cui ha parlato La Repubblica Firenze; noi, dal canto nostro, abbiamo trattato proprio ieri il “dettaglio” di come Firenze non sia una città per vecchi e questa «rivoluzione», che imporrà la carta di credito o l’app per pagare il parcheggio, lo dimostra ancora una volta. Sempre ieri, poche ore dopo, in via dell’Agnolo hanno manifestato nell’ordine delle decine i comitati Manoiquandosidorme e Ridateci il Silenzio contro le violazioni della ZTL e per la soluzione dei «disagi dei residenti lontani», informano il Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. Eppure, leggendo Il Tirreno ci sovveniamo degli aumenti incontrastati dal carburante, con quelli della benzina addirittura «a doppia cifra» e sconti che evidentemente «non bastano». Parallelamente, apprendiamo sempre da La Nazione Firenze, continua la «guerra ai buttadentro», che pure per una figura non certo bolscevica, come il presidente di Confcommercio Firenze, «umiliano» la città e non di rado, tra dipendenti di attività diverse, sono persino venuti alle mani. Un contributo non da poco al degrado imperante, meno narrato e perciò sottovalutato, ma non inferiore alle spaccate come quella costata l’arresto (è trafiletto del Corriere Fiorentino) a un 29enne italiano che ne ha tentate due in via Galliano nel supermercato ivi ubicato; meglio è andata invece ai ladri mossisi allo stesso modo in via Elbano Gasperi, che hanno trafugato 300€ dalla cassa di un negozio. In mezzo alle travagliate vicende del ricorso, tornando a sfogliare La Nazione Firenze, veniamo a sapere di una nuova occupazione dell’ormai ex ippodromo delle Mulina, visibile dalle coperte e dai panni stesi appositamente fotografati a corroborazione dell’articolo. Non c’è pace neppure per lo stadio, la progettazione delle cui aree esterne, affidate dal Comune ad ARUP, verrà a costare ulteriori 19 milioni di euro tra «giardini, piscina e 150 posti auto», con la speranza, espressa dallo stesso quotidiano, che i «quasi tre mesi di tempo per correre nei lavori» da dopo stasera che finisce il campionato, bastino. Proprio nell’edilizia, tuttavia, secondo l’ANCE Toscana ripresa dal Tirreno i «7.000 addetti in uscita» non vedrebbero la propria sostituzione in un adeguato ricambio generazionale, anche perché «mancano competenze adeguate per accompagnare la trasformazione profonda dei nostri cantieri»: ce n’eravamo accorti! Fa eco Coldiretti, con un’analisi di Letizia Cesani ripresa dal medesimo giornale per la quale «ad essere in difficoltà sono tutti i settori, nessuno escluso» e sull’agricoltura «paghiamo le falle e la miopia dell’Europa». Unica tra tutte, a chiusura, la sezione fiorentina della testata dà conto del respingimento del ricorso di ABF sulla cessione del fatidico 40% delle quote di Publiacqua ad Alia-Plures per 122 milioni di euro. La multiutility non intende fermarsi. (JCM)
