FOCUS LFCV | TARIC in Toscana: quando la tecnologia complica la vita e alleggerisce il portafoglio dei cittadini

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Anziani in difficoltà e giovani trasformati in “contabili dei rifiuti”: dalla promessa di efficienza alla realtà dei malfunzionamenti, con i cittadini costretti a controllare ogni conferimento

 

La TARIC (Tariffa Corrispettiva) è ormai realtà in diversi comuni della Toscana, ma quello che doveva essere un passo avanti verso l’efficienza si sta rivelando un percorso a ostacoli, disseminato di malfunzionamenti e frustrazioni. Il problema principale? La registrazione dei conferimenti, un sistema che sembra fare acqua da tutte le parti.

In questo scenario, a pagare il prezzo più alto sono le persone anziane. Immaginiamo chi non ha dimestichezza con smartphone e applicazioni: per loro, quello che dovrebbe essere un semplice gesto quotidiano — buttare la spazzatura — si trasforma in una sfida ansiogena. Ma non va meglio ai cittadini più giovani, costretti a trasformarsi in “contabili dei rifiuti” per verificare costantemente se il sistema ha registrato correttamente i loro sacchetti.

A Lastra a Signa, come documentato in un video emblematico che sta circolando online, accade l’assurdo: i cosiddetti “cassonetti intelligenti” registrano volumi di gran lunga superiori a quelli effettivamente conferiti. Nonostante si sia arrivati alla terza versione di questi dispositivi, l’intelligenza artificiale sembra ancora lontana.

Anche a Firenze si prospetta l’ennesimo cambio di fotocellule, ma i dubbi restano: se il sensore sbaglia, spetta al cittadino l’onere della prova. Bisogna contestare, controllare, litigare con le interfacce digitali. È un carico di stress inaccettabile per chiunque, figuriamoci per chi ha già difficoltà con la tecnologia e finirà, per stanchezza, per accettare passivamente addebiti ingiusti.

Siamo profondamente solidali con i cittadini di Lastra a Signa e Campi Bisenzio, che in questa fase sperimentale stanno facendo involontariamente da “cavie”, tanto da essersi già riuniti in agguerriti comitati No TARIC. Per noi fiorentini, una piccola boccata d’ossigeno è arrivata dalle parole dell’assessora all’ambiente e vicesindaca Paola Galgani, che ha rassicurato su un rinvio dell’entrata a regime del sistema al 2028. Ma è solo una tregua.

La vera preoccupazione riguarda la ripartizione dei costi tra imprese e privati. Le notizie che arrivano dai comuni “pilota” sono scoraggianti: nonostante i comportamenti virtuosi dei cittadini, si registrano aumenti della tariffa vicini al 10%. È un paradosso amaro: più ti impegni a differenziare, più il sistema ti penalizza economicamente. Siamo davanti al solito, annoso “pasticcio alla toscana”. Il problema non è solo un sensore che non legge bene un sacchetto, ma una mancanza di lungimiranza ideologica. Senza una rete adeguata di impianti per il riciclo e, soprattutto, senza moderni termovalorizzatori, la gestione dei rifiuti rimarrà sempre un’emergenza scaricata sulle tasche e sui nervi dei contribuenti. Il discorso sarebbe ancora lungo e complesso, e non mancheremo di aggiornarvi.

Nel frattempo, vi invitiamo a guardare il video girato da un cittadino di Lastra a Signa: osservatelo con attenzione, perché quello che vedete oggi a casa loro, tra qualche anno, potrebbe bussare alla porta di tutti noi.