Il cuore italiano batte per i bambini del Kosovo: una missione di vita, cura e speranza

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Tornare in Kosovo nell’ottobre 2026, a quasi vent’anni dall’avvio della collaborazione, è stato per la delegazione della Fondazione Cure2Children e della Fondazione Biagioni Borgogni un viaggio emozionante. Ritrovare lo staff medico dell’Ospedale Pediatrico di Pristina e riabbracciare i piccoli pazienti è stata la conferma di una speranza che continua a fiorire.

 

Una storia che nasce nel 2008

 

Il legame tra Italia e Kosovo in ambito pediatrico risale al 2008, quando i militari del contingente italiano a Peć fornirono il supporto logistico che permise a Cure2Children di avviare il primo progetto di oncologia pediatrica in Kosovo.

Durante la visita istituzionale del 13 ottobre 2026, la delegazione è stata accolta dal Ministro della Sanità Arben Vitia, con la scopertura di una targa commemorativa alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia in Kosovo, dott. Maurizio Antonini.

Il Commendatore Marcello Tredici, insieme ai referenti della Fondazione Biagioni Borgogni, ha espresso viva commozione nel vedere i bambini affrontare la “partita della vita” con un coraggio disarmante. Per l’impegno costante nel reparto di Onco-Ematologia Pediatrica, il Ministero della Salute della Repubblica del Kosovo e il Servizio Ospedaliero e Clinico Universitario gli hanno conferito un attestato ufficiale di ringraziamento (Mirënjohje).

Di particolare importanza la partecipazione del Prof. Alberto Bosi, Professore Ordinario Onorario di Malattie del Sangue all’Università di Firenze, che ha lavorato fianco a fianco con i medici locali, gettando le basi per futuri scambi di conoscenze e protocolli di cura.

 

La voce della Presidenza

 

“Vedere i traguardi raggiunti in Kosovo in questi due decenni riempie il cuore di orgoglio, ma non ci ferma. La nostra missione non è mai stata quella di limitarci a fornire assistenza, bensì di costruire un sistema sostenibile dove ogni bambino, indipendentemente dalla latitudine, possa accedere alle migliori cure possibili. Il Kosovo ci ha insegnato che quando la scienza incontra l’umanità, il miracolo della guarigione diventa una realtà quotidiana. Ringrazio tutti i nostri donatori e le fondazioni amiche, come la Biagioni Borgogni, che rendono possibile questo viaggio straordinario verso la vita”, ha dichiarato la Presidente di Cure2Children, Cristina Cianchi.

 

Le persone: il cuore pulsante del reparto

 

Leonora Bajraktari: tutor e Presidente dell’associazione locale, ha accompagnato la propria figlia nel percorso di guarigione. Oggi è un punto di riferimento per le famiglie, con sostegno concreto ed empatia.

Xhejlane Kastrati: guarita dalla leucemia, oggi torna in reparto come maestra, trasformando le giornate in laboratori di fantasia dove i bambini possono dimenticare, per un istante, la malattia.

Il team medico e infermieristico: la Dott.ssa Violeta Grajçevci Uka, la Dott.ssa Mjedra Bajraktari, la Dott.ssa Flora Selimi e la Dott.ssa Albana Dani, insieme ad Arlinda Sylejmani e alle infermiere Suzana Kamberi e Malsore Vitija, trasformano il reparto in uno spazio sicuro.

 

Scuola in reparto: non perdere il ritmo della vita

 

Un tassello fondamentale, che la Fondazione Biagioni Borgogni sta valorizzando, è il progetto di supporto scolastico. Grazie al volontariato di Xhejlane e Vesa, il reparto si trasforma in una piccola aula.

Non è un semplice passatempo: è una terapia complementare. Garantire la continuità negli studi significa preservare l’identità di bambini prima ancora che di pazienti e infondere la consapevolezza che il futuro esiste. La Fondazione Biagioni Borgogni sta valutando un potenziamento strutturale del progetto, perché nessun bambino debba rinunciare alla propria istruzione a causa della malattia.

 

Un modello vincente: curare in loco

 

Il Kosovo, con un’età media di circa 34,8 anni, registra circa 50-60 nuove diagnosi di neoplasie infantili ogni anno presso il Centro Clinico Universitario di Pristina, con un’incidenza stimata di circa 11,9 casi ogni 100.000 abitanti.

La strategia di Cure2Children, sostenuta dalla Fondazione Biagioni Borgogni, ha sovvertito il modello tradizionale: invece di trasferire i bambini all’estero, investe nella formazione dei professionisti locali e nel potenziamento delle infrastrutture in loco.

Il lavoro svolto non è solo una risposta a un’emergenza sanitaria, ma la costruzione di una comunità resiliente.