La Persiana di Overton: per la “democrazia” un singolo può bloccare un corteo. In Consiglio comunale va in scena la jihad mossutiana. La Firenze sui giornali di martedì 3 marzo

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Firenze diventa musulmana per un giorno. No, non perché sia stata costruita una moschea degna di questo nome, ché chi straparla di “sostituzione culturale” e poi fa anda e rianda dalla sinagoga potrebbe aversene ancor più a male; ma perché sia nelle aule che nelle piazze tengono banco, rispettivamente, la questione del ramadan al Sassetti-Peruzzi e quella della guerra in Medio Oriente partita dall’aggressione israelo-americana all’Iran. Sulla prima, a proposito della quale è peraltro intervenuto lo stesso preside dell’istituto tramite La Nazione Firenze, spiegando che «nessuna aula scolastica è stata trasformata in un luogo di culto» ma che si è solo concessa, a una percentuale invero significativa degli alunni la possibilità di assentarsi per «il tempo necessario, tra i 15 e i 30 minuti, e poi riprendere le lezioni, senza clamore», si è scatenata una vera e propria rissa nella seduta di ieri del Consiglio comunale: in quel frangente sono quasi venuti alle mani il consigliere Mossuto (Lega) e l’assessore Biti (PD), partendo da una discussione al riguardo che ha visto il primo deridere la maggioranza affermando che «questi islamici a cui vi inchinate tanto poi non vi votano». Questo è bastato per farle saltare la mosca al naso, con Biti a interrompere veementemente l’intervento di Mossuto e questi a farlesi incontro intimandole di zittirsi. Con l’immancabilmente inopportuno Giorgio a provocare (forse sì, forse no: La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, che hanno riportato gli eventi, non sono unanimi e del tutto convinti nella loro interpretazione del gesto) il consigliere Santarelli (Noi Moderati) portandogli un bicchier d’acqua, tra i banchi degli esponenti della giunta è partito il delirio, tra richiami all’estrema destra e menzioni del Mein Kampf a proposito della parola «sostituzione culturale» utilizzata dall’unico esponente leghista tra i banchi. Sulla vicenda non poteva che intervenire la sindachessa Funaro, straparlando ovviamente di «sessismo» senza però tener conto che è stata una donna a mancare per prima di rispetto a un uomo interrompendolo fuori luogo. Ancor più discutibile la sua presa di posizione per cui «il Consiglio non è un circo», quando proprio lei e i suoi sodali ci hanno dato ripetutamente prova, ahinoi, dell’esatto opposto. Non meno infuocata continua a essere la polemica non solo tra esponenti della comunità iraniana e organismi pacifisti che continuano a manifestare contro i bombardamenti sulla Repubblica Islamica, ma in seno alla comunità iraniana stessa. Per quanto l’estremista di Donna, Vita, Libertà, celebrata ed esaltata sia ieri che oggi da Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze per essersi messa di traverso a un corteo pacifista insultandone e provocandone i partecipanti, le bombe “democratiche” hanno, com’è ovvio, provocato vittime indistintamente dal credo politico. Verrebbe anzi da chiedere alla signora che cos’ha detto quando una di queste bombe ha ucciso 165 bambine di una scuola elementare (a proposito di donne…), e se secondo il suo strano concetto di democrazia si possa aggredire un corteo intero perché testualmente non si accetta chi offre «versioni diverse da ciò che hanno vissuto i miei parenti» (su 90 milioni di abitanti che conta l’Iran) o festeggiare un attacco militare contro il proprio stesso Paese solo perché una sparuta e disprezzata minoranza si agita nelle convulsioni di un amore morboso e feticistico verso americani e israeliani. Di vantaggi da questa guerra non ne trae nessuno fuori dalle stanze del potere e dei salotti degli ultimi, sempre meno, privilegiati: l’impennata dei prezzi del carburante si fa naturalmente sentire anche dalle nostre parti, La Nazione Firenze parla di «Diesel servito a 2,2 euro», coi gestori che prevedono un ulteriore peggioramento, aumenti addirittura del 6% e un allarme che «sale…anche per le bollette di luce e gas». Un abitare, quindi, che si fa sempre più complicato: nella nostra città addirittura 3 immobili su 10 rientrano nella categoria «di lusso», un 29.5% che ci colloca sulla vetta a livello nazionale, staccando Milano di quasi il 5%. Prosegue di pari passo la speculazione edilizia, nella lotta contro la quale mette la faccia anche Padre Bernardo, abate di San Gallo, rivendicando che è stata la sua comunità a rivolgersi al Comitato Salviamo Firenze e lanciando l’appello di un simbolico «Fermati, Firenze», ripreso dal Corriere Fiorentino. La Lista Schmidt, intanto, ha domandato all’assessore Biti circa lo stallo con la Soprintendenza; scontata e laconica la sua risposta: «Ci sono le indagini della magistratura». Quelle su David Rossi, invece, sono state riaperte, con la Procura a chiedere «le ultime perizie», fa sapere La Repubblica Firenze per l’anniversario della morte del funzionario del Monte dei Paschi di Siena. È chiuso, al contrario, il parcheggio della Leopolda, rendendo inagibili i 40 posti che ospita, sempre più preziosi in una città soffocata dal traffico e da Alia. L’ira dei residenti è finita anch’essa sulle sue pagine. E se già 30 multe sono state comminate a chi di spazio ne toglie ulteriormente coi propri dehors, noncurante del nuovo regolamento comunale, la criminalità, apprendiamo da altri trafiletti e articoli del Corriere Fiorentino e da testimonianze su La Nazione Firenze, continua a imperversare: di violenza sessuale stava per finir vittima non una ragazza, ma un ragazzo 17enne di rientro a casa, ubriaco, sulla tranvia, poi riuscito a scappare dopo esser stato portato sotto il già infame cavalcavia di viale Guidoni dal suo aguzzino, un 32enne marocchino; un peruviano si è ritrovato accoltellato alla schiena per essersi difeso da un tentativo di rapina perpetrato da cinque suoi connazionali, che ha propiziato uno sfogo da parte dei residenti del luogo dov’è avvenuto il fattaccio, via Alamanni, da essi definita ormai «strada dei furti» e denunciando un sentimento d’insicurezza diffusa. (JCM)