La sparata di Nardella “miete vittime” anche tra i suoi. Divisi anche i sindacati sul contratto Federalberghi. Mancano scrutatori ma B&B no. La Firenze sui giornali di venerdì 20 marzo

GERMOGLI PH 24 SETTEMBRE 2022 EMPOLI PREPARAZIONE SEGGIO ELETTORALE ELEZIONI VOTO POLITICA POLITICHE © TOMMASO GASPERINI FOTOCRONACHE GERMOGLI

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Ampia e trasversale la contrarietà del mondo politico ed economico alle dichiarazioni rilasciate ieri da Nardella in merito agli investimenti esteri in città: se i suoi laudatores, con un salto di 570 anni, passano dalla demonizzazione di Savonarola a quella del «partito di Pyongyang» (magari ne esistesse uno!), gli schleiniani hanno rivendicato il fatto di aver aperto un dialogo proprio con coloro che l’ex sindaco ha denigrato, compattando un anomalo e insolito fronte unito che include anche Property Managers, il Comitato Salviamo Firenze, Sinistra Progetto Comune, la Lista Schmidt e il comitato del prof. Budini Gattai. Altrettanto curiosamente è stata solo La Repubblica Firenze stessa a parlare delle conseguenze dell’intervista da essa concessa, oltre a un succinto resoconto del presidio alla sede della RAI, partecipato da 150 persone e commentato con forte pessimismo e scetticismo per le tempistiche entro le quali l’obiettivo di impedirne la vendita dovrebbe trovare compimento. Si registra anche una spaccatura fra i tre grandi sindacati, con la CGIL che ha firmato il rinnovo del contratto Federalberghi senza la compagnia di CISL e UIL, che da par loro l’hanno criticato per le poche garanzie circa le esternalizzazioni, riporta il Corriere Fiorentino. Restando nell’ambito del mondo del lavoro, sia quest’ultimo che la prima hanno rilanciato l’inchiesta avviata dalla Procura di Prato in una ditta di Piazza Italia gestita però da una famiglia di cinesi, raggiunta da 4 misure cautelari (dal divieto di dimora a quello di condurre attività imprenditoriali per un anno, con tanto di braccialetto elettronico) per le condizioni di sfruttamento in cui versavano i lavoratori. Da noi prosegue la “sostituzione produttiva”: in via Romana La Nazione Firenze conta la bellezza di 38 attività chiuse in tre anni, tutte prontamente rimpiazzate da B&B; resistono altri 83 esercizi che ne conservano, a parer suo, la «forte vocazione di quartiere». Pochi, invece, gli scrutatori elettorali: a due giorni dal referendum dobbiamo venire a sapere, tramite La Repubblica Firenze, che ce ne sono addirittura 1.500 in meno di quanto dovrebbero, con l’assessore Sparavigna a minacciare di «precettare i dipendenti pubblici» qualora il «senso civico» dei fiorentini non prevalesse. A mancare non è tuttavia il lavoro al TAR, dove si registra un +150% di ricorsi nel 2025 rispetto al 2023: 3.815 il numero totale nell’ultimo anno. Tendenza decisamente parallela a quella dei prezzi della benzina, laddove il taglio delle accise «c’è ma non si vede» (Corriere Fiorentino), anzi «c’è ma scatta a rilento» (La Nazione Firenze), e senza escludere risalite a 2.50€ «quando il bonus finirà». Sembra quindi che Antonella Bundu, recatasi a Cuba denunciando le condizioni inumane a cui l’embargo statunitense rafforzato sottopone l’isola, «senza carburante né luce», abbia compiuto un viaggio nel tempo visitando la Firenze di un futuro non tanto lontano e senza bisogno delle pressioni di Trump. Un dettaglio evidente anche nei racconti dei negozianti di Novoli, ascoltati anch’essi da La Nazione Firenze come l’ex consigliera di Firenze Città Aperta, oggi costretti a scappare come balseros a casa propria già alle 19, per colpa però dei furti e della criminalità laddove un tempo «si potevano allestire le vetrine la sera». E se le guardie private costano troppo, il rischio è di un’esplosione incontrollata per la disperazione. Ma un rischio che, forse, potrebbe comportare anche maggiori benefici a lungo termine. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli