Cominciano a delinearsi sempre più chiaramente i contorni della scissione in corso nella Lega, molto meno profonda di quanto inizialmente sembrava, almeno dai primi riscontri: Il Tirreno ha tracciato una panoramica, sullo sfondo dell’ufficializzazione, rilanciata da La Nazione Firenze, dell’abbandono da parte di Massimiliano Simoni per passare a Futuro Nazionale, seguito dai pisani Ziello e Ciavarella e, verosimilmente, dai lucchesi Azzarà e Pasquinelli, dai grossetani Vasellini e Bragaglia e dal livornese Gasperini. Sopraggiunge però un aggiornamento dal Corriere Fiorentino, il quale fa sapere che a Prato Claudiu Stanasel ha accettato la proposta di Salvini di candidarlo sindaco e rimarrà quindi nella Lega, sebbene vi sia da sciogliere il nodo dell’accettazione da parte degli altri partiti della coalizione di centrodestra. Altre questioni giungono parimenti a soluzione, ma non nella politica in senso stretto: dopo le pressioni e le condanne dell’opinione pubblica, alla fine il prof. Lilli del “Russell-Newton”, inizialmente escluso per la sua condizione di cecità, partirà regolarmente coi ragazzi per Dublino, raccontano con dovizia di particolari La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. Ha cercato di partire per altri lidi, ma illegittimamente, Vasile Frumuzache, l’assassino di due prostitute sue connazionali, bloccato in un tentativo di fuga da Sollicciano che ha riaperto il dibattito sulle sue condizioni di «colabrodo», definizione ripetutamente ricorsa sulle pagine di tutti e tre questi giornali. Viene dunque da chiedersi quale struttura sia in grado di accogliere i criminali tutelando al contempo la sicurezza dei cittadini, soprattutto alla luce dell’ennesimo episodio di cronaca che ha visto protagonista addirittura un 14enne italiano e residente qui in città, fermato dalla polizia in Piazza Alberti e definitivamente arrestato poco dopo aver cercato di dileguarsi, trovato poi in possesso di hashish e di un coltello, stando ai resoconti di Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. Nel Quartiere 2, però, si scappa anche dalla dismissione: secondo dati riportati su quest’ultima testata, sono in 1.000 ad aver lasciato la zona, dei 14.500 esuli dalla città in generale negli ultimi dieci anni: soffrono anche Gavinana e Isolotto. Carovita e caro-mattone le cause principali, che con l’indesiderata tranvia faranno sentire ancor più il loro peso, per stessa ammissione della presidente del Q3, Serena Perini. Altri giovani sono intenti a scappare, sì, ma dallo sfruttamento nelle misericordie, sottolinea l’ex presidente provinciale di quella di Massa-Carrara puntualizzando sul Corriere Fiorentino quanto detto nel suo numero del 1° febbraio a proposito della carenza di volontari. Frattanto, uno studio di IRES riportato sul Tirreno fotografa una «crescita modesta», un «crollo degli investimenti», una «spinta soprattutto del lavoro povero» e un «boom di ore di cassa integrazione straordinaria», con un annesso rischio di perdita di 20.000 posti di lavoro in tutta la Toscana e di una «stagnazione di lungo periodo». La Repubblica Firenze si concentra, a proposito di questo studio, sul fatto che 200.000 toscani guadagnano meno di 1.000€ al mese, mentre un’analoga inchiesta dell’ARS evidenzia che le disuguaglianze economiche si traspongono specularmente sulla sanità, la cui situazione in merito tende tuttavia a essere del pari negativa sia pure per motivazioni diverse: se infatti «tra chi ha redditi bassi c’è una maggiore incidenza del diabete», «tra chi ha guadagni maggiori si alza il consumo di psicofarmaci», oltre alle difficoltà cliniche generali di chi abita in zone più remote e un’aspettativa di vita più breve per chi ha introiti minori. La ristrettissima minoranza di super-ricchi, invece, di questi problemi non ne ha: è stato infatti denunciato un «rischio di speculazione» per la messa in vendita della sede della RAI, un allarme riecheggiato su La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, mentre i soldi, si apprende dalla polemica menzionata dalla terza sulla questione dehors, non ci saranno neppure a seguito del pagamento dei canoni aumentati per come deciso dalla giunta; tornano a dimezzarsi i sensi di marcia su Ponte al Pino, da lunedì fino al 9 marzo, mentre l’assessore Biti boccia, com’era ovvio aspettarsi, la proposta di moratoria urbanistica: «Il dialogo non si ferma», così citata sul Corriere Fiorentino che ha riportato anche la notizia precedente, sottinteso: ovviamente finché non vi sottometterete. Sullo stesso rotocalco, insieme a La Repubblica Firenze, si dà però conto del verdetto della perizia sul deposito ENI di Calenzano: la strage, come tante altre tragedie frutto dell’incuria istituzionale, era prevedibile ed evitabile. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
