Già nel 2021 avevo segnalato questa discarica a cielo aperto in un parco, ma dopo anni la situazione anziché migliorare è degenerata
Fu un cittadino attento alle dinamiche del proprio quartiere, amante del verde e della natura, a segnalarmi alcuni anni fa un bellissimo spazio verde lasciato in completo stato di abbandono. Ci troviamo alle Cure alte, nei pressi della scuola La Pira.
Si tratta di un’area di grande bellezza, con ulivi che digradano verso la piana per poi risalire in direzione di via Bolognese; un luogo interessante anche dal punto di vista botanico, dove in questo periodo, ad esempio, si assiste a una vera e propria esplosione di orchidee spontanee in fiore.
Peccato che questa zona, dove nel 2021 si svolse una bella e partecipata festa di giovani, con il tempo e l’abbandono si sia trasformata in un luogo poco frequentabile. Tanto che, con un sarcasmo amaro, alcuni residenti hanno iniziato a ribattezzare la vicina scuola non più “La Pira”, ma “la pera”, alludendo alle frequentazioni poco raccomandabili.
L’area, che sappiamo non essere privata, (forse comunale o forse demaniale) oggi si presenta totalmente trascurata: erbacce altissime, piante da frutto soffocate dalla vegetazione che, nonostante tutto, continuano a produrre, così come i numerosi ulivi che declinano verso valle. Ma ciò che è ancora più grave è ciò che si nasconde al suo interno, non visibile dalla strada: una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto, con rifiuti di ogni tipo, potenzialmente anche pericolosi. Tra questi si notano numerosi copertoni usati e, forse, perfino detriti contenenti amianto. Il tutto a pochi passi dalla scuola materna La Pira.
Nonostante l’indignazione espressa sui gruppi di quartiere e la consapevolezza diffusa della situazione, nulla cambia. E ciò che è peggio è che il degrado porta inevitabilmente con sé un senso crescente di insicurezza, aggravato dal fatto che l’area è priva di qualsiasi illuminazione. “Eppure basterebbe davvero poco per valorizzare questo luogo e trasformarlo in qualcosa di completamente diverso”, segnala il cittadino delle Cure. Non si tratta, infatti, di un’area priva di valore: vi crescono olivi, susini selvatici che producono frutti e persino numerose orchidee spontanee protette. Elementi che, in teoria, dovrebbero essere tutelati e valorizzati, non lasciati degradare tra rifiuti e incuria.
Sarebbe sufficiente, prima di tutto, una bonifica e una pulizia dell’area. Con una minima messa in sicurezza, potrebbe diventare un parco urbano utile anche alla scuola e al quartiere, uno spazio dove conoscere e apprezzare la biodiversità del territorio. Ma, evidentemente, non è una priorità.
Il cittadino aggiunge inoltre che, proprio per la gravità della situazione e il potenziale rischio per la salute pubblica — trattandosi di una discarica accanto a una scuola — ha contattato la Polizia Municipale di Firenze, chiedendo l’invio di una pattuglia. La risposta, tuttavia, è stata negativa: la procedura prevede che il cittadino invii una segnalazione via mail al settore ambientale competente, descrivendo la situazione e richiedendo un intervento formale.
La domanda, a questo punto, è inevitabile: il verde interessa davvero a questa amministrazione, che spesso si definisce “green”, oppure si tratta soltanto di uno slogan da utilizzare all’occorrenza?

