La lettera aperta di una cittadina ed esercente del Campo di Marte al presidente del Quartiere 5 dopo le polemiche sulle parole rivolte agli esercizi che hanno sostenuto la raccolta firme contro il taglio degli alberi
Da Veronica Vichi riceviamo e volentieri pubblichiamo.
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL QUARTIERE 5 DI FIRENZE
Oggetto: La democrazia non si boicotta. Le dimissioni atterrate su un muro di gomma e le scuse di facciata.
Leggo con sconcerto, ma oramai con ben poca sorpresa, le ultime vicende che riguardano la Presidenza del Quartiere 5. È una storia che va avanti da giorni e di cui ormai parla tutta Firenze: vi siete letteralmente sputtanati da soli, tirandovi la zappa sui piedi e mostrando a tutta la città la vostra vera natura.
Alla domanda diretta se non ritenga doveroso rassegnare le dimissioni, la risposta è stata un granitico “assolutamente no, stiamo già facendo nuove iniziative”.
La verità è che siete un muro di gomma, non vi vergognate di niente. Di fronte a un’esternazione di una gravità inaudita come quella di intimare ai cittadini di non andare nei negozi e dai professionisti del quartiere, in qualsiasi paese civile le dimissioni sarebbero dovute arrivare il giorno stesso, nel giro di poche ore. Invece no: ci si arrampica sugli specchi, si rilancia con le “nuove iniziative” e si pensa che un paio di scuse pro forma a mezzo stampa bastino per mettere una pezza al vuoto.
Ma le Sue scuse non hanno alcun valore. Non basta chiedere scusa dopo essere stati colti in castagna per cancellare la gravità di quanto accaduto: è il principio di partenza ad essere vergognoso. È il pensiero profondo dietro quelle parole ad essere inaccettabile per chiunque ricopra una carica pubblica.
Un “ragazzetto” catapultato a ricoprire un ruolo istituzionale che, di fronte a centinaia di cittadini preoccupati per il taglio degli alberi, invece di mettersi all’ascolto ha scelto la via del ricatto e della ritorsione.
Questa amministrazione sta dimostrando nei fatti di essere la più antidemocratica mai esistita a Firenze. Boicottare o colpire un’iniziativa di pura democrazia popolare, nata dal basso per difendere il verde e il territorio, è la prova lampante di una profonda debolezza politica. Quando non si hanno argomenti per sostenere un confronto e il dissenso fa così tanta paura, l’unica risposta che sapete dare è l’arroganza.
È il classico atteggiamento di chi, con la bocca che puzza ancora di latte, scambia le istituzioni per il proprio cortile di casa e pensa di potersi permettere editti, per poi aggrapparsi alla poltrona quando si accorge della bufera scatenata.
Caro Presidente, Le rinfresco un paio di concetti elementari:
I negozi e i professionisti sono l’anima viva della città, non bersagli su cui scaricare i propri nervosismi politici solo perché garantiscono spazi di partecipazione democratica.
Promuovere e firmare una petizione è un diritto costituzionale, non un affronto da punire.
Le istituzioni sono di TUTTI, non un feudo privato di chi pretende che la gente si allinei al pensiero unico di partito.
Trovo desolante che chi dovrebbe tutelare il tessuto economico e sociale dei quartieri attacchi chi lavora ogni giorno, “colpevole” solo di aver dato voce e spazio ai cittadini.
Noi continueremo a lavorare, ad accogliere i clienti e a metterci la faccia a testa alta. Lei, incolpabile solo della propria arroganza e protetto dal solito muro di gomma, dimostra quanta paura e quanta impreparazione si nascondano dietro la Sua poltrona.
I cittadini sanno benissimo da che parte stare: dalla parte di chi vive e difende la città, non di chi prova a zittirla per poi far finta di niente.

