di Raffaele Tarchiani
Caro Somigli,
Leggo “No City for Old Men”: Firenze non è una città per vecchi e ringrazio l’autore.
Mi piacerebbe che lo facesse tutta Firenze con un coro da stadio come quello che fu dedicato a Dino Pagliari.
Lo ringrazio per potergli rispondere amaramente.
Faccio una iperbole: solo una minoranza partecipa alle votazioni. Sia essa la minoranza di coloro che è nelle condizioni fisiche e psicologiche per votare?
Condizioni fisiche: io per votare devo prendere l’auto, camminare, restare in piedi in fila, teoricamente perché da tempo non accade. È necessario essere nelle condizioni di farlo o chiedere aiuto a qualcuno per farlo. Molti stanno a casa.
Condizioni psicologiche: la votazione è atto di responsabilità, l’astensione è un rifiuto dei candidati e un atto di sdegno verso il sistema.
Queste due condizioni sono pervadenti nell’articolo di Freni.
Finché un dottore in Scienze Politiche continuerà a non elaborare un principio legale per imporre allo Stato la inaccettabilità delle votazioni a minoranze variabili, andranno a votare solo gli abili e gli illusi; gli indesiderati ed i saggi staranno a casa.
Quali amministratori vengono eletti dagli abili e illusi (servi collusi?)?


