“Micro”-criminalità, “piccoli” precedenti e “percezioni”: così Firenze rimpicciolisce i reati

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Se furti, scippi e aggressioni vengono descritti con espressioni attenuanti, la preoccupazione dei cittadini rischia di essere liquidata anziché ascoltata

 

Ricordate I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift? A Lilliput tutto era minuscolo. Ecco, a volte ho l’impressione che anche Firenze sia diventata una specie di Lilliput. Qualche giorno fa scrivevo ironicamente che stavano per scipparci anche il primato della criminalità, relegandoci al secondo posto nella classifica del Sole 24 Ore. Ma quella graduatoria riguarda le città metropolitane, mentre i dati sui soli capoluoghi hanno visto Firenze contendere a Milano il primato nazionale.

Oggi, da piccolo sociologo di quartiere, vorrei soffermarmi sulle parole. Da noi la criminalità diventa microcriminalità, i delinquenti arrestati hanno «piccoli precedenti» e l’insicurezza dei cittadini rischia di essere liquidata come una semplice «percezione». Insomma, siamo a Lilliput, dove tutto diventa piccolo, persino i reati! Ma piccolo per chi? Per chi ruba cento euro o per il pensionato che deve arrivare alla fine del mese? Per chi scippa una borsa o per l’anziana che cade e si rompe un femore? E questi famosi «piccoli precedenti», evitando di aggiungere la parola penale? Piccoli quanto? Qualcuno ha inventato il centimetro penale?

Poi arrivano le statistiche. L’amministrazione comunale sottolinea che le denunce sono diminuite, sia pure di poco. Bene, ma meno denunce significano davvero meno reati? Chi ha fatto ricerche sociali conosce il cosiddetto numero oscuro della criminalità: i reati subiti che non vengono più denunciati perché si perde solo tempo. Ed è giusto allora domandarsi se qualche cittadino avesse semplicemente smesso di denunciare perché convinto che tanto non serva a nulla?

Non lo sappiamo. Ma sarebbe interessante scoprirlo con una seria indagine sulla vittimizzazione, anziché limitarsi a contare le denunce. Perché le statistiche misurano ciò che viene registrato, non necessariamente tutto ciò che accade. Il rischio è che, a furia di rimpicciolire le parole, si finisca per rimpicciolire anche la gravità sociale dei reati. E mi domando quale clima culturale si contribuisca a creare quando furti, scippi e aggressioni vengono continuamente accompagnati da espressioni che ne attenuano la gravità.

E così, tra microcriminalità, piccoli precedenti e percezioni, potremmo un giorno festeggiare la diminuzione di una criminalità che, in realtà, abbiamo soltanto smesso di denunciare. A Lilliput tutto era piccolo. A Firenze facciamo attenzione che non diventino minuscole anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la volontà di difendere la legalità. I reati non diventano più piccoli cambiando loro nome.