Viale dei Mille, dopo la piazza arrivano le firme: la battaglia contro l’abbattimento dei 428 alberi continua

manifestazione viale dei mille 2

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I comitati: “Chiediamo a tutti coloro che vogliono salvare i nostri alberi di metterci la firma e, con la stessa penna, scriveremo tutti insieme un’altra storia!”.  Sabatini: “Più di 2000 persone hanno sfilato per dire no all’abbattimento degli alberi in viale dei Mille. C’è qualcuno in grado di capire questo alla guida di Firenze?”

 

La manifestazione del 9 ottobreha portato in strada oltre 2.000 persone contrarie all’abbattimento dei 428 alberi previsti nel quartiere 2, e adesso la mobilitazione si prepara a entrare in una nuova fase: la raccolta firme per dare ulteriore forza alla richiesta di salvaguardare il patrimonio arboreo interessato dal progetto.

Ma per Massimo Sabatini, consigliere comunale della lista civica Eike Schmidt, il messaggio lanciato dai cittadini non sembra ancora essere arrivato a destinazione. La presa di posizione arriva in replica ai consiglieri di AVS Ecolò e del Partito democratico, accusati di non aver compreso la portata della protesta. «La questione è semplice: Firenze non vuole che si taglino tutti quegli alberi nel quartiere 2», afferma il consigliere, che contesta soprattutto il comportamento di chi richiama la tutela ambientale come elemento identitario della propria azione politica. «Possibile che i consiglieri che si dicono “Verdi”, e che quel richiamo colorato hanno sempre sfruttato per i propri voti, siano fra coloro che non sanno cogliere il sentimento che la città ha nel riguardo di quegli alberi?»

L’affondo si estende al PD, accusato di essersi accodato a posizioni che, secondo Sabatini, dimostrerebbero una mancata comprensione del significato della manifestazione. Il punto politico, nella sua ricostruzione, è che la protesta non apparterrebbe a una singola parte politica, ma raccoglierebbe sensibilità diverse, comprese quelle di cittadini che in passato hanno sostenuto l’attuale maggioranza. Una contestazione che mette al centro non soltanto il destino degli alberi, ma anche il rapporto tra amministrazione e cittadini quando le scelte pubbliche incontrano un’opposizione così ampia.

Sabatini insiste sul carattere della mobilitazione, descrivendo una partecipazione ampia e pacifica: «Tutta quella gente, appartenente ad ogni fronte cittadino, non vuole che vengano abbattuti 428 alberi». E aggiunge: «Nella città della bellezza, la forza di questa richiesta, una richiesta di aiuto chiarissima, per non straziare la città, non viene ascoltata». È proprio questa presunta distanza tra le istanze espresse dai cittadini e le decisioni dell’amministrazione a costituire il centro dell’attacco politico.

La raccolta firme annunciata per sabato punta ora a trasformare la partecipazione alla manifestazione in un sostegno documentato, misurabile e potenzialmente più difficile da ignorare. L’obiettivo dei promotori è dimostrare che il dissenso non si è esaurito con il corteo e che la contrarietà agli abbattimenti può raccogliere adesioni ben oltre le persone scese in strada. La raccolta rappresenta quindi il prossimo passaggio di una mobilitazione che vuole mantenere alta l’attenzione sul progetto e sulle sue conseguenze per il verde urbano.

«Se prima erano considerati nessuno, poi si sono rivelati in più di 2000 sui viali alberati, con le firme faranno vedere di essere molti di più», sostiene Sabatini. La sfida, dunque, non si esaurisce nella polemica tra gruppi consiliari: riguarda la capacità dell’amministrazione comunale di confrontarsi con un dissenso che i promotori considerano trasversale e tutt’altro che marginale. Resta da vedere quale peso avranno le adesioni raccolte e quale risposta arriverà da Palazzo Vecchio sulla richiesta di salvaguardare i 428 alberi.

Il consigliere chiude con una domanda rivolta direttamente a chi governa Firenze: «C’è qualcuno in grado di capire questo alla guida di Firenze?»