Piazza Vittorio Veneto fuori controllo: la fermata dei bus turistici diventa un parcheggio abusivo a cielo aperto

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A un anno dall’apertura dell’area per i bus turistici in piazza Vittorio Veneto, la situazione è fuori controllo. Autisti convinti di poter sostare tutto il giorno, stalli insufficienti e dei controlli promessi non c’è traccia. Viaggio nell’anarchia dei pullman a due passi dal centro.

 

Doveva essere la soluzione “salva-traffico” per liberare i lungarni dai cantieri della tramvia, ma dopo quasi un anno di attività, la nuova area di fermata “Cascine” in piazza Vittorio Veneto si è trasformata in un vero e proprio imbuto. Quello che sulla carta doveva essere un punto di rapido carico e scarico per le comitive di turisti, oggi appare come un ammasso disordinato di enormi pullman fermi per ore, ben oltre il tempo consentito.

Il cortocircuito nasce da un’incomprensione (o una mancanza di regole chiare) che rischia di paralizzare la zona. Interpellando diversi autisti, sia italiani che stranieri, la risposta è quasi sempre la stessa: “Abbiamo pagato il ticket d’ingresso in città, quindi siamo autorizzati a stare qui tutto il giorno”.  Peccato che il regolamento comunale dica tutt’altro. L’area Cascine dispone di 22 stalli pensati esclusivamente per far salire e scendere i passeggeri. Una volta terminata l’operazione, i bus dovrebbero dirigersi verso il parcheggio di viale Piombino (vicino alla Fi-Pi-Li), dove sono stati allestiti posti appositi per la sosta lunga. Ma viale Piombino, per molti conducenti, sembra essere un “oggetto misterioso”: nessuno ci va, molti non sanno nemmeno che esista.

La realtà dei fatti, documentata dalle foto che circolano in queste ore, mostra una piazza presa d’assalto. Con soli 22 posti disponibili, se i pullman non ruotano e restano parcheggiati per l’intera giornata, lo spazio finisce in pochi minuti. Il risultato? I bus iniziano a parcheggiare ovunque: fuori dagli stalli, in doppia fila o in posizioni che mettono a rischio la sicurezza stradale e il passaggio degli altri veicoli. A questo punto il dubbio è lecito: se gli autisti sono davvero convinti di poter sostare alle Cascine “grazie al ticket”, allora c’è stato un errore colossale nella comunicazione del Comune.

Se invece sanno di non poterlo fare, il problema è un altro: la totale mancanza di controlli. Al momento del lancio del progetto, Palazzo Vecchio prometteva: “Sarà presente una pattuglia della Polizia Municipale dedicata, sia come presidio di sicurezza che come supporto alla viabilità”. Eppure, cittadini e operatori segnalano che di divise se ne vedono ben poche. Senza nessuno che inviti i bus a spostarsi verso viale Piombino dopo lo scarico, l’area diventa una “zona franca” dove ognuno fa come vuole. Il progetto “Cascine” era nato per alleggerire il peso del turismo sulla città in un momento difficile per via dei cantieri. Ma se la fermata si trasforma in un parcheggio permanente abusivo, l’effetto è l’esatto opposto: traffico in tilt e degrado in una delle porte d’accesso al parco più grande di Firenze. L’amministrazione dovrà ora rispondere a una domanda semplice: si è sottovalutato il numero di bus in arrivo o è saltato il sistema dei controlli? Una cosa è certa: così com’è, la fermata Cascine non funziona.