Siamo quasi alla metà del terzo anno di discussione sulla tematica dell’istituzione di un CPR in Toscana e sembra che, anziché una misura di buonsenso, magari da rivedere e correggere in alcuni punti, si abbia a che fare con una patata bollente che ognuno si rimpalla senza farne nulla.
La questione approdò sui nostri territori con tutta la veemenza di ogni argomento politico controverso all’inizio del dicembre 2022. L’allora prefetto di Firenze (2021-2023), Valerio Valenti, di fronte ai già crescenti episodi di criminalità, propose l’apertura di un Centro di Permanenza per i Rimpatri da 50 posti (1). Sembra assurdo, e nell’epoca dell’infodemia sembra già preistorico riferirsi a quel periodo, ma inizialmente un parere moderatamente favorevole venne nientepopodimeno che dal governatore Giani (2) e dall’allora sindaco Nardella (3). La musica è poi progressivamente cambiata col nuovo corso Schlein del PD, a Firenze, dove quest’ultimo voleva trovare «uno spazio» si è insediata Sara Funaro e oggi Giani ritiene l’idea «un grave errore» sulla quale avrebbe espresso un «parere contrario» (4).
Nel frattempo altre proposte sono state avanzate: il 2023 avrebbe potuto vederne l’istituzione in un ex carcere, peraltro mai aperto, a Pescia, per la precisione a Veneri, ma il PD si oppose (5). Ci si riprova l’anno dopo con Sollicciano, ma il diniego alla proposta del consigliere Draghi (FdI) fu ancor più netto per la situazione – oggettivamente – «già da inferno dantesco» del carcere (6).
È stato, il 2024, anche l’anno dell’avvicendarsi ai vertici della Procura di Firenze, occupati tutt’oggi da Francesca Ferrandino, che in materia segue la stessa linea del suo predecessore. Meno terreno fertile però ha trovato, giacché l’opposizione di Funaro è stata netta. Nuova linfa ed energia ne hanno tratto gli oppositori storici: ANPI, ARCI, CGIL, Libertà e Giustizia (7), Perunaltracittà (8) e associazioni immigrazioniste europee (9) e nazionali (10), senza dimenticare, tra gli altri, Sinistra Progetto Comune (11). Un marcato distacco dalla realtà hanno perciò denotato le sue prese di posizione sul fatto che la realizzazione di tali strutture non sia «all’ordine del giorno» (12), nonostante i dati sull’aumento della criminalità e i sempre più frequenti episodi riportati dalla cronaca (senza contare quelli non riportati) dicano decisamente il contrario. Questo sarebbe quindi il «confronto» promesso illo tempore da Giani (13)?
Per ovviare a tale impasse, il parlamentare Donzelli (FdI) suggerì qualche mese fa di aggirare l’ostracismo della Regione istituendone uno lo stesso, subito imbeccato dal Viminale che parlò di recludervi principalmente «stupratori e spacciatori» (14), ma Giani fu irremovibile.
Certo, però, se salta subito all’occhio il dietrofront di quest’ultimo, il centrodestra non è stato né coerente né unito in merito.
Il detonatore delle contraddizioni ad esso interne è stata una nuova proposta di creazione di un CPR ad Aulla (15): nonostante il paradosso, fatto notare in un articolo ampiamente circolato su varie testate (16) tra cui la nostra (17), di un’opposizione di centrodestra che chiede a una giunta di centrosinistra l’applicazione di una norma approvata da un governo di centrosinistra, dal fronte si sono sfilati i consiglieri regionali Stella e Ferri di Forza Italia, che pur approvandola in linea di principio non ne vuole l’attuazione ad Aulla. Generica la loro giustificazione per la percepita «inidoneità» della Lunigiana a ospitarne uno, non specificate le «criticità» che i Centri di Accoglienza Straordinaria, strutturalmente diversi dai CPR, genererebbero «in vari Comuni» (quali?) (18). Da tempo favorevoli, invece, Fratelli d’Italia e Lega (19). Curiosa la parabola del sindaco di Aulla stessa, eletto al Comune con una lista PD ma alla presidenza della provincia massese con un raggruppamento di centrodestra, e che tuttavia ha votato contrario da sindaco e si è astenuto da presidente (20).
Nessun altro stratagemma o nome alternativi sono pervenuti: tutti parlano di «altre soluzioni» (21) ma nessuno, concretamente, ne mette sul tavolo. La cittadinanza, intanto, ha fatto sua la canzone di Elvis Presley dell’ormai lontano e sicuramente più felice 1968, remixata nell’altrettanto più spensierato e migliore 2002 da Junkie XL, che in italiano suona: «Un po’ meno di chiacchiere e un po’ più d’azione, per favore».
NOTE
(9) https://www.meltingpot.org/2022/12/cpr-in-toscana-no-ai-lager-di-stato-pronti-alla-mobilitazione/

