Primo appuntamento al cinema: La Compagnia di Firenze inaugura la rassegna su John Carpenter con Distretto 13

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Firenze torna a dialogare con il grande cinema d’autore e lo fa attraverso uno dei suoi luoghi simbolo: il Cinema La Compagnia. Lunedì 19 gennaio 2026 prende il via una rassegna interamente dedicata a John Carpenter, autore fondamentale del cinema americano contemporaneo, spesso associato all’horror ma in realtà molto più complesso, politico e stratificato di quanto l’etichetta di genere lasci intendere. Il primo appuntamento non poteva che essere emblematico: Distretto 13 – Le brigate della morte (Assault on Precinct 13, 1976), uno dei film-manifesto del suo cinema, tanto essenziale quanto radicale.

John Carpenter, un autore chiave del cinema moderno

Nato nel 1948 a Carthage, nello Stato di New York, John Carpenter è uno di quei registi che hanno saputo coniugare indipendenza creativa e immaginario popolare, influenzando profondamente il cinema degli ultimi cinquant’anni. Formatosi alla University of Southern California, Carpenter emerge negli anni Settanta come una voce nuova, capace di lavorare con budget ridotti trasformando i limiti produttivi in uno stile riconoscibile. Regista, sceneggiatore e spesso anche compositore delle colonne sonore dei propri film, ha costruito un cinema basato su ritmo, geometria dell’inquadratura, uso sapiente del formato panoramico e una musica elettronica minimale diventata iconica.

La sua importanza non risiede solo nei successi commerciali come Halloween, La cosa o 1997: Fuga da New York, ma nella coerenza di una visione che attraversa tutta la sua filmografia. Carpenter racconta l’assedio, la paranoia, la dissoluzione dell’ordine sociale, la sfiducia nelle istituzioni e la fragilità della civiltà occidentale. Temi che, riletti oggi, appaiono sorprendentemente attuali. La rassegna de La Compagnia si inserisce dunque non come semplice omaggio nostalgico, ma come occasione critica per rileggere un autore che ha saputo parlare del suo tempo anticipando il nostro.

Distretto 13: un film spartiacque

Distretto 13 – Le brigate della morte arriva nel 1976 ed è, a tutti gli effetti, il primo vero film “carpenteriano” in senso pieno. Ispirato dichiaratamente a Un dollaro d’onore di Howard Hawks e filtrato attraverso la lezione del cinema di genere anni Settanta, il film racconta una notte di assedio all’interno di una stazione di polizia destinata alla chiusura, presa di mira da una gang urbana quasi muta, anonima, disumanizzata. All’interno del distretto si crea un’alleanza forzata tra poliziotti e detenuti, un microcosmo in cui le regole tradizionali saltano e la sopravvivenza diventa l’unico principio.

Girato con pochissimi mezzi ma con un controllo formale impressionante, Distretto 13 è un esercizio di stile che nasconde una forte carica politica. La violenza è secca, improvvisa, priva di compiacimento; il nemico non ha volto né identità, diventando una presenza astratta, quasi metafisica. Carpenter costruisce la tensione attraverso l’attesa, il silenzio, la ripetizione ossessiva di spazi e movimenti. Il risultato è un film che funziona come un thriller perfetto, ma che allo stesso tempo parla di America post-Vietnam, di città in disfacimento, di istituzioni incapaci di proteggere i cittadini.

Fondamentale è anche la colonna sonora, composta dallo stesso Carpenter: un tema elettronico minimale, ipnotico, che accompagna l’azione senza commentarla emotivamente, rafforzando il senso di ineluttabilità. È qui che nasce uno dei marchi di fabbrica del regista, poi sviluppato nei film successivi.

Un film ancora attualissimo

Rivedere oggi Distretto 13 sul grande schermo significa confrontarsi con un’opera che non ha perso forza, anzi. La sua rappresentazione della violenza urbana, della paura collettiva e della crisi dell’autorità risuona in modo inquietante con il presente. Carpenter non offre soluzioni né consolazioni: il suo cinema osserva, mette in scena, lascia allo spettatore il compito di interrogarsi. Ed è proprio questa lucidità, unita a una messa in scena rigorosa, a rendere Distretto 13 un classico che continua a parlare alle nuove generazioni.

Lunedì 19 gennaio 2026, La Compagnia apre quindi la rassegna con una scelta che è al tempo stesso dichiarazione d’intenti e invito al pubblico: partire dalle origini per comprendere un autore che ha saputo trasformare il cinema di genere in uno strumento di lettura del reale. Un primo appuntamento che non è solo una proiezione, ma un vero atto culturale, nel segno di un cinema che resiste, assedia e continua a interrogare lo spettatore, esattamente come i personaggi intrappolati in quel distretto destinato a chiudere, ma mai davvero a scomparire.