Circa 9,8 milioni di euro. È la cifra delle penali che la Regione Toscana ha applicato ad Autolinee Toscane tra il 2022 e il 2025. La certificazione ufficiale di un fallimento strutturale: corse saltate, standard di affidabilità sistematicamente disattesi, mezzi non a norma e disservizi che colpiscono quotidianamente studenti, pendolari e cittadini
I numeri, emersi dall’accesso agli atti del consigliere regionale e portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi (Fratelli d’Italia), sono impietosi. Tra il 2022 e il 2024 le penali per salto delle corse e mancato rispetto degli indici di affidabilità hanno raggiunto 7.424.680 euro; a queste si aggiungono 48.705 euro per pedane per disabili non funzionanti e stato di manutenzione dei veicoli. Nel 2025 altri 2.339.336 euro per le stesse voci, più 11.690 euro per sistemi di annuncio delle fermate e manutenzione. Totale: 9.824.411 euro.
Non si tratta di incidenti isolati o di “problemi post-Covid”. Sono violazioni ripetute e quantificate dal sistema di monitoraggio e dai controlli ispettivi previsti dal contratto di servizio. Ogni corsa saltata senza alternativa entro 30 minuti, ogni punto percentuale di scostamento dall’indice di affidabilità, ogni mezzo non a norma si traduce in una sanzione. Eppure il servizio continua a essere quello che i toscani conoscono bene: ritardi cronici, cancellazioni, informazioni assenti o inaffidabili.
Tomasi parla chiaro: «Numeri importanti che fotografano problemi purtroppo ben noti ai cittadini: corse saltate, ritardi e disservizi che pesano soprattutto su studenti e pendolari. Se il contratto prevede delle penali, è giusto che vengano applicate quando gli standard non vengono rispettati. Ma dobbiamo chiederci se i controlli siano sufficienti e se tutti i disservizi vengano effettivamente rilevati». Da qui l’interrogazione annunciata alla Giunta: rafforzare i controlli, coinvolgere davvero Comuni e Province nelle verifiche sul territorio e, soprattutto, vincolare le risorse recuperate dalle penali a interventi concreti a favore degli utenti – a partire dalla riduzione di biglietti e abbonamenti.
Il punto non è solo se le penali siano state applicate. È che Autolinee Toscane, gestore monopolista del Tpl su gomma in Toscana, ha costruito un modello di servizio in cui le inadempienze sono diventate la norma e le sanzioni un costo di gestione assorbito (o contestato, come già avvenuto in passato con ricorsi su milioni di euro). Intanto l’azienda chiude bilanci in perdita, chiede adeguamenti tariffari e continua a far pagare ai cittadini – con i ticket e con i disagi – un servizio che non rispetta gli standard minimi per cui viene pagata.
Le penali non sono un successo della Regione: sono la prova che il contratto non sta funzionando. E finché i soldi recuperati non torneranno in modo vincolato agli utenti, e finché i controlli non diventeranno davvero capillari e non solo formali, Autolinee Toscane potrà continuare a operare con lo stesso livello di affidabilità che ha generato quasi 10 milioni di sanzioni in quattro anni. Per i pendolari e gli studenti toscani, quel numero non è una notizia: è la conferma quotidiana di un servizio pubblico che non tiene.


