Referendum sulla tramvia 3.2.2, il Comune è ancora senza moduli e senza collegio di esperti

Fonte delle immagini: Comune di Firenze

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Mentre cresce il dibattito sulla linea 3.2.2, Sabatini riferisce di aver interpellato Segreteria Generale e Ufficio Elettorale senza trovare ancora un quadro procedurale definito per referendum e consultazione popolare

 

Mentre cresce a Firenze l’attenzione sulla tramvia 3.2.2, emerge un problema tutt’altro che secondario: gli strumenti attraverso i quali i cittadini dovrebbero poter esprimere formalmente la propria opinione non sembrano avere ancora un quadro operativo chiaro. A sollevare la questione è il consigliere di Lista Schmidt Massimo Sabatini, che in commissione Affari istituzionali ha messo in evidenza le contraddizioni esistenti tra Statuto e Regolamento del Comune di Firenze in materia di consultazioni popolari e referendum: “Nella commissione affari istituzionali di questa mattina ho messo in evidenza i punti di incompatibilità fra Regolamento e Statuto del Comune di Firenze in merito ad un nuovo ricorso alla voce dei cittadini tramite consultazioni popolari o referendum”, spiega Sabatini.

Il punto sollevato dal consigliere è concreto: se si volesse attivare uno degli strumenti di partecipazione previsti dal Comune, oggi mancherebbero alcuni degli elementi necessari per farlo. Sabatini riferisce infatti di essersi rivolto sia alla Segreteria Generale sia all’Ufficio Elettorale per capire come presentare i quesiti, su quali moduli raccogliere le firme e secondo quali modalità dovrebbe essere organizzata l’espressione della volontà dei cittadini. La risposta, secondo quanto riferito dal consigliere, avrebbe fatto emergere una serie di incongruenze: “Ebbene, mutualmente, tali aspetti burocratici presentano incompatibilità e contraddizioni fra Regolamento e Statuto. E i moduli non ci sono”.

Ma non sarebbe soltanto una questione di moduli. Sabatini segnala infatti che il collegio degli esperti previsto per la valutazione degli eventuali quesiti referendari sarebbe decaduto e dovrebbe quindi essere nuovamente nominato: “Quando si nomina? Serve muoversi! Se viene scelto il referendum, oggi non c’è nessuno che ne valuti il testo di un eventuale quesito”. Anche l’altra strada, quella della consultazione popolare, presenta secondo Sabatini diversi punti da chiarire. Il primo riguarda l’età degli aventi diritto, perché nei due testi comunali ci sarebbero indicazioni differenti: in uno si farebbe riferimento ai maggiorenni, nell’altro ai sedicenni. Ma le perplessità riguardano anche le modalità concrete della consultazione, che il consigliere definisce non sufficientemente determinate.

È proprio qui che, secondo Sabatini, la questione della tramvia si intreccia con quella più generale della partecipazione dei cittadini. Il consigliere sostiene che la richiesta di ascoltare i fiorentini sarebbe legata anche a un cambiamento del clima cittadino rispetto al momento delle elezioni comunali del 2024 e alle vicende che hanno interessato nel frattempo i cantieri della tramvia: “La città vuole esprimere un parere con il ‘mandato in corsa’ perché dall’esito delle passate elezioni del 2024 il sentimento cittadino è cambiato, anche all’indomani di quanto successo sul cantiere in corso della linea 3.2.1”. Da qui la decisione di tornare alla carica con un nuovo question time, annunciato per lunedì 28 settembre, rivolto alla sindaca e alla giunta. L’obiettivo dichiarato è chiedere all’amministrazione di affrontare il nodo delle regole, degli strumenti e degli organismi necessari prima che il tema della consultazione sulla 3.2.2 possa trasformarsi in una richiesta concreta da parte dei cittadini.  Il tema, quindi, non è soltanto se consultare o meno i fiorentini sulla tramvia 3.2.2, ma se il Comune disponga oggi di una procedura sufficientemente chiara e pronta per consentirlo.