Il fondatore di Aria Nuova per Firenze rivendica la paternità della proposta e il supporto del consigliere Sabatini della Lista Schmidt: “È stato il primo a contattarci e si è fatto carico delle richieste dei cittadini”. Ora l’appello a tutte le opposizioni per preparare la richiesta e la raccolta firme.
Dopo il no arrivato ieri dal Consiglio comunale alla consultazione sulla tramvia 3.2.2 Libertà-Rovezzano, la partita non si chiude. Anzi, cambia terreno. Se fino a ieri il confronto era soprattutto tra la maggioranza di Palazzo Vecchio e Massimo Sabatini, consigliere della Lista Civica Eike Schmidt, che aveva portato in aula la richiesta di consultare i cittadini prima dell’avvio dei lavori, oggi a intervenire è Alberto Martini di Aria Nuova per Firenze, che contesta apertamente la lettura secondo cui Sabatini avrebbe agito da solo, spaccando il centrodestra. La questione era già stata preparata nei giorni scorsi: Sabatini aveva presentato il 17 settembre il question time sulla “Consultazione dei cittadini prima dell’avvio dei lavori”, richiamando gli articoli 92 e 93 dello Statuto comunale e sostenendo che il possibile slittamento dell’avvio dei lavori alla fine del 2026 o ai primi mesi del 2027 avrebbe lasciato il tempo per conoscere l’orientamento dei cittadini.
In un video pubblicato sui social, il rappresentante di Aria Nuova rivendica infatti che la proposta della consultazione è nata dal suo movimento e che Sabatini è stato l’unico consigliere a farsi carico di portarla dentro Palazzo Vecchio. Secondo il suo racconto, Sabatini lo avrebbe contattato dichiarandosi disponibile a sostenere l’iniziativa. Da qui la sua reazione alla lettura apparsa sulla stampa di un centrodestra diviso: “Sabatini è solamente la persona che si è presa carico delle richieste dei cittadini”, sostiene Martini, ricordando anche la presenza in Consiglio comunale di cittadini con cartelli a sostegno della possibilità di esprimersi sulla tramvia.
Il punto, per Aria Nuova, diventa quindi quello che accadrà adesso. La bocciatura della richiesta di Sabatini era in qualche modo prevedibile: l’assessore alla Mobilità Andrea Giorgio ha ribadito che fermare oggi la procedura significherebbe mettere a rischio circa 300 milioni di euro di finanziamenti e ha difeso la scelta della maggioranza di procedere con l’opera. Ma Martini invita l’opposizione a non fermarsi al voto di ieri e soprattutto a non trasformare la vicenda in una gara interna. “Trovatevi a un tavolo il prima possibile”, è il suo appello, perché se i lavori dovessero partire a dicembre, secondo Martini, non ci sarebbe tempo da perdere. La strada indicata è quella di predisporre insieme la richiesta di referendum, ottenere l’autorizzazione prevista dal percorso regolamentare e quindi procedere con la raccolta delle firme.
Nel mirino di Martini finiscono così le divisioni interne all’opposizione, ma anche quella che considera una contraddizione politica: “Non mi aspettavo certo di leggere ‘il centrodestra spaccato’”, dice, auspicando il coinvolgimento anche di altri consiglieri dell’opposizione, citando Masi, Cecilia Del Re, Casini e Palagi. L’obiettivo dichiarato non è però costruire una candidatura o una nuova sigla politica: “Aria Nuova per Firenze non è una forza politica, è un movimento creato da cittadini”, chiarisce Martini. E proprio per questo, sostiene, il movimento non avrebbe interesse a privilegiare un consigliere rispetto a un altro: “Noi non abbiamo una simpatia per Sabatini o non abbiamo una simpatia per Chelli o non abbiamo una simpatia per Masi”. La richiesta, nella sua impostazione, è che siano i cittadini a decidere, e che i consiglieri mettano a disposizione gli strumenti istituzionali necessari per consentirglielo.
La questione della 3.2.2 arriva del resto dopo settimane di confronto sul progetto, sugli effetti del tracciato e soprattutto sul patrimonio arboreo. Il progetto prevede l’abbattimento di 428 alberi su 1.526 censiti, mentre il Comune sostiene che il bilancio complessivo delle nuove piantumazioni sarà positivo. È su questo terreno che Sabatini ha costruito una parte importante della sua opposizione alla linea e, dopo il no della maggioranza, ha già annunciato che intende comunque procedere con la richiesta di consultazione e con la raccolta delle firme prevista dal percorso che vuole attivare.
Martini porta però il ragionamento ancora più avanti e affronta direttamente l’argomento dei 300 milioni di euro di finanziamenti utilizzato dalla maggioranza per difendere l’avvio dell’opera. La sua posizione è netta: “La libertà e la democrazia non ha prezzo”. E aggiunge che, se attraverso un voto i cittadini decidessero di non volere la tramvia, “di questi 300 milioni ce ne faremo una ragione”. Un passaggio che non equivale, nelle sue parole, a dichiararsi contrario in assoluto alla 3.2.2: “Se poi i cittadini voteranno a favore della tramvia 3.2.2 io sarò il primo ad andare ad adoperarmi perché quel cantiere apra, vada più velocemente possibile e che dopo la tramvia funzioni”. Il tema che Martini vuole porre, dunque, è precisamente questo: non quale risultato debba uscire dalle urne, ma se le urne debbano essere chiamate a pronunciarsi.
È una distinzione che riporta la discussione al punto da cui era partita. Ieri il Consiglio comunale ha respinto la richiesta di consultazione presentata da Sabatini; la maggioranza ha definito la proposta tardiva e rischiosa per un’opera il cui iter è già avanzato. Sabatini, invece, ha annunciato che intende comunque chiedere la consultazione attraverso gli strumenti previsti dallo Statuto e dal Regolamento. Adesso Martini chiede che questa iniziativa non diventi un’altra occasione di divisione tra le opposizioni: “Non abbiate paura di dare voce ai cittadini”, dice nel suo video. E la richiesta finale è molto concreta: sedersi allo stesso tavolo, definire la procedura e lavorare insieme alla raccolta delle firme.

