Silenzi, dinieghi e ritardi. Sabatini accusa Palazzo Vecchio: «Firenze è la città meno trasparente d’Italia»

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Il consigliere comunale della Lista Schmidt elenca una serie di richieste di accesso agli atti e approfondimenti rimaste senza risposta o respinte, dai cantieri cittadini al Ponte Nencioni, fino allo stadio Franchi, accusando Palazzo Vecchio di alimentare opacità e incertezze

 

«La città meno trasparente d’Italia». Questo l’affondo del consigliere comunale della Lista Schmidt Massimo Sabatini, che trasforma l’elenco dei dinieghi ricevuti da Palazzo Vecchio in un atto d’accusa contro l’amministrazione.

«In un’epoca dove tutti fanno sondaggi e si affidano a ipotesi, io mi affido alle certezze dei dinieghi ricevuti come Consigliere Comunale della Città di Firenze», afferma Sabatini, sostenendo che proprio le mancate risposte rappresentino il principale indicatore del livello di trasparenza dell’ente.

Tra i casi citati figura il cosiddetto Cubo Nero, per il quale il consigliere ricorda di aver richiesto «un’attività di indagine, bipartisan, della commissione Urbanistica» ricevendo un diniego, salvo vedere «il giorno dopo» l’apertura di un’indagine della magistratura tuttora in corso.

Sul Ponte Nencioni, invece, Sabatini denuncia di non aver ancora ottenuto «i documenti di certificazione di Sicurezza dell’apertura al pubblico nonostante esso presenti degli inadeguati parapetti da cantiere», sottolineando come la richiesta sia diventata «ancora più stringente dopo che hanno deciso di chiuderlo del tutto la sera del 24 giugno». Da qui l’interrogativo che lascia aperto: «Siamo o non siamo in una situazione rischiosa? Dubbio aperto tutt’oggi».

Il consigliere richiama poi l’attenzione sul Ponte da Verrazzano, spiegando di aver chiesto in aula quali sarebbero le conseguenze per la città qualora le verifiche tecniche dell’ingegner Morano rendessero necessaria la demolizione della struttura esistente. Secondo Sabatini, dal Comune sarebbero arrivate soltanto risposte vaghe, mentre resta il timore di un possibile blocco della mobilità cittadina.

Infine il capitolo dedicato allo stadio Franchi, dove il consigliere accusa Palazzo Vecchio di aver negato per mesi i ritardi del cantiere e denuncia il mancato accesso alle riserve formulate dalle imprese esecutrici dei lavori. «Mi hanno risposto con un “differimento di ostentazione” che non ha alcun fondamento legale e amministrativo», sostiene, aggiungendo di aver segnalato la vicenda anche alla Segretaria generale del Comune, nella sua veste di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. «Voglio vedere cosa arriva in risposta», conclude Sabatini, rilanciando la battaglia politica per una reale trasparenza amministrativa a Palazzo Vecchio.