Una consigliera di Perugia e un urbanista: così si prova a rispondere alle contestazioni sulla nuova linea. Ma a Firenze il problema resta quello dei cantieri e delle conseguenze sul territorio
La tramvia 3.2.2, per difenderla ormai servono le “voci fuori dal coro”. Talmente fuori dal coro che, per trovarne una, bisogna arrivare fino a Perugia. E chi si sceglie? Margherita Scoccia, architetto, consigliera comunale di Fratelli d’Italia e candidata sindaco del centrodestra a Perugia. Perfetta per dimostrare che, attenzione attenzione, anche dentro FdI c’è chi ama la mobilità sostenibile.
Una scoperta davvero sorprendente, soprattutto perché nessuno a Firenze sta discutendo se la tramvia sia il demonio o la salvezza dell’umanità. Si sta discutendo della 3.2.2, del suo tracciato, dei cantieri, degli alberi, dei disagi e delle conseguenze per Campo di Marte.
Poi arriva il professor Francesco Ventura. E qui nessuno mette in discussione competenza e professionalità, né gli si attribuiscono appartenenze politiche che non ha. Ma anche il suo intervento va collocato nel giusto contesto: Ventura da anni collabora stabilmente con spazi di approfondimento culturale che si muovono nell’area della sinistra, intervenendo nel dibattito sulle trasformazioni urbane e sulla tutela del territorio.
Il problema, quindi, non sono le opinioni favorevoli alla tramvia. È il modo in cui vengono utilizzate. Due voci accuratamente selezionate, una da Perugia e una dal mondo del dibattito culturale fiorentino, e il gioco è fatto: la protesta diventa un coro di contrari e la 3.2.2 un’opera che avrebbe soltanto bisogno di essere applaudita.
Peccato che la realtà sia un’altra. Le preoccupazioni di oggi sulla 3.2.2 arrivano anche da ciò che sta accadendo sulla 3.2.1: promesse sui tempi, cronoprogrammi continuamente aggiornati, cantieri che producono disagi e commercianti che stanno pagando un prezzo pesante. Quindi è abbastanza normale che a Campo di Marte qualcuno si chieda: «E noi quanto dureremo?»
E soprattutto: se il progetto è così inattaccabile, perché bisogna andare a cercare conferme fino a Perugia? Forse perché qui, tra residenti e commercianti, le domande sono un po’ più scomode. E a quelle, purtroppo, non risponde né una candidata sindaco di Perugia né una citazione di un urbanista. Rispondono i fatti. Quelli della 3.2.1, per cominciare.

