Dalla manutenzione del verde alla fiducia nelle istituzioni, il gruppo chiede una procedura pubblica per gli abbattimenti programmati, lasciando fuori quelli realmente urgenti
Via Malpighi diventa il punto di partenza per una questione che riguarda tutta Firenze: chi decide quali alberi devono essere abbattuti e, soprattutto, quando lo vengono a sapere i cittadini? Dopo gli ennesimi abbattimenti di questi giorni in via Malpighi e quello avvenuto al giardino dell’Ardiglione, Cecilia Del Re, capogruppo di Firenze Democratica in Consiglio comunale, insieme alle consigliere Lara Arbo del Quartiere 5 e Alessandra Gasperini del Quartiere 1, annunciano una mozione nei Quartieri per chiedere al Comune di ripristinare una comunicazione preventiva sugli abbattimenti programmati: «La trasparenza deve precedere l’intervento, non arrivare quando le ditte sono già al lavoro per abbattere l’albero», sottolineano.
È proprio ciò che, secondo le consigliere, sarebbe accaduto in via Malpighi: i residenti avrebbero appreso dell’abbattimento quando l’intervento era già iniziato. E a quel punto anche gli strumenti formali di controllo rischiano di arrivare fuori tempo massimo. «A quel punto chiedere chiarimenti o presentare un accesso agli atti diventa sostanzialmente inutile: quando arriveranno le risposte, l’albero non ci sarà più». Da qui la domanda rivolta a Palazzo Vecchio: perché non viene più pubblicato preventivamente il programma degli abbattimenti, come sarebbe avvenuto almeno nei primi anni dello scorso mandato? E perché Firenze non dovrebbe dotarsi di un sistema stabile, pubblico e facilmente consultabile? Firenze Democratica indica come possibile modello quello del Comune di Milano, che mette a disposizione una pagina dedicata al controllo della stabilità degli alberi, con gli elenchi delle piante autorizzate all’abbattimento, gli interventi programmati e lo storico degli anni precedenti, affiancando a queste informazioni anche forme di comunicazione preventiva sul posto.
La proposta, dunque, non riguarda soltanto la pubblicazione di una lista. Per Del Re, Arbo e Gasperini è in gioco il rapporto tra amministrazione e cittadini: conoscere in anticipo quali alberi saranno abbattuti e per quali ragioni permetterebbe ai residenti di comprendere le decisioni tecniche, chiedere eventuali chiarimenti agli uffici e avere un quadro complessivo degli interventi sul patrimonio arboreo cittadino. Con una distinzione che le consigliere considerano essenziale: gli interventi realmente urgenti e non programmabili dovrebbero naturalmente restare esclusi dalla procedura preventiva, perché in quei casi la tutela dell’incolumità pubblica impone di agire senza attendere i tempi della comunicazione. Per gli abbattimenti programmati, invece, secondo Firenze Democratica ci sarebbe tutto il tempo per informare.
E il tema assume un peso particolare perché gli alberi, ricordano le tre esponenti, non sono semplicemente elementi di arredo urbano: incidono sull’ombra, sulla mitigazione delle temperature, sulla qualità dell’aria e più in generale sulla vivibilità dei quartieri. «Gli alberi in città non sono semplicemente elementi di arredo urbano. Sono parte del patrimonio ambientale collettivo», affermano. La mozione annunciata nei Quartieri chiederà quindi al Comune di Firenze di ripristinare una comunicazione pubblica e preventiva degli abbattimenti programmati, prendendo come riferimento l’esperienza milanese. L’obiettivo dichiarato è duplice: aumentare la trasparenza sulle decisioni dell’amministrazione e accrescere la consapevolezza dei cittadini sulla gestione del patrimonio arboreo.
Infine, la stoccata al progetto dei cosiddetti “Custodi del verde”: Firenze Democratica auspica che anche questo tema possa rientrare nella sua missione, osservando però che, allo stato attuale, «la loro azione altrimenti ci pare oscura e non innovativa rispetto ad altre esperienze già presenti sul nostro territorio». La questione, insomma, non è soltanto quanti alberi vengano abbattuti, ma quanto sia possibile sapere prima che vengano abbattuti e quali strumenti abbiano i cittadini per capire perché.
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