Scuola Ghiberti, il cantiere senza fine: 350 giorni di proroga e i costi esplodono da 14,1 a 23,8 milioni

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Il cantiere della scuola media di via di Legnaia si allunga ancora e il costo dell’appalto cresce di quasi il 70%. Palagi e Marmo chiedono chiarimenti sui ritardi, sulle risorse e sulle cinque modifiche contrattuali

 

La scuola Ghiberti di via di Legnaia non è ancora pronta, ma il conto continua a crescere. E adesso il Comune concede altri 350 giorni di cantiere, spostando la nuova scadenza dei lavori all’8 agosto 2027. È la denuncia di Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune e di Giulia Marmo, che mettono nel mirino tempi, costi e modalità con cui l’appalto della nuova scuola media è stato progressivamente modificato. Il dato più pesante è quello economico: con la quinta modifica contrattuale, l’appalto passa dai 14,1 milioni di euro dell’aggiudicazione del 2023 ai 23,8 milioni attuali, con un incremento di quasi il 70%, pari a circa 9,7 milioni in più. Nel frattempo le proroghe complessive arrivano a 520 giorni, cioè più dei 480 giorni originariamente previsti per realizzare l’intera scuola.

Un paradosso che fotografa bene la situazione di un’opera nata per sostituire un edificio demolito e che, secondo la ricostruzione di SPC, continua a vedere slittare il traguardo. Il cantiere, inoltre, risulta sospeso dal 7 agosto in attesa della decisione sulla nuova proroga concessa dal Comune il 21 agosto. Ma il contratto non è l’unica cifra a essere cambiata. L’intervento complessivo vale oggi 34,5 milioni di euro, mentre nell’ottobre 2025 la Giunta, rispondendo a un’interrogazione di Firenze Democratica, indicava una cifra di «circa 27.500.000» euro. Una differenza significativa che alimenta le domande dell’opposizione. Una parte delle nuove risorse arriva dagli 11,46 milioni di euro stanziati dallo Stato nell’ambito del piano «Firenze – Città dei Giovani», un programma da 55 milioni nel quale la Ghiberti rappresenta, secondo i consiglieri, la voce finanziariamente più consistente, pari a circa un quinto dell’intero piano e superiore persino al capitolo destinato all’adeguamento statico e sismico degli edifici scolastici.

C’è poi un altro elemento che SPC considera meritevole di approfondimento: degli 11,46 milioni, soltanto 6,36 milioni risultano impegnati per i lavori, mentre 4,29 milioni rimangono tra le «somme a disposizione», compresi quasi due milioni indicati genericamente «per ulteriori lavori». A questi si aggiungono poco più di 130mila euro per incentivi al personale tecnico e IRAP. Palagi e Marmo precisano che sul piano tecnico una parte delle lavorazioni era già prevista come opzione, ma sostengono che proprio per questo servirebbe una spiegazione politica più chiara sull’evoluzione dell’intervento. «La gara del 2023 riguardava circa il 60% di quello che l’impresa sta realizzando, e il resto è stato affidato allo stesso operatore con cinque modifiche successive», contestano. Un passaggio che porta direttamente al tema della trasparenza amministrativa: secondo SPC, la delibera di Giunta numero 314 dell’11 agosto 2026, quella che approva l’ultima modifica contrattuale e sulla quale si fonderebbe il resto del procedimento, non risulta pubblicata sul portale degli atti, nonostante risultino pubblicate altre deliberazioni della stessa seduta. Una circostanza sulla quale i consiglieri chiedono chiarimenti.

La vicenda della Ghiberti diventa così, nelle accuse di Sinistra Progetto Comune, qualcosa di più di un semplice cantiere che accumula ritardi: è il caso di un’opera il cui cronoprogramma si dilata, il contratto cresce di quasi il 70% e il quadro finanziario cambia nel tempo, mentre la scuola resta ancora dietro le transenne. Per questo Palagi e Marmo annunciano il deposito di un’interrogazione e chiedono che il Consiglio di Quartiere 4 e la commissione competente di Palazzo Vecchio ricevano spiegazioni precise su ritardi, incremento dei costi, passaggio dell’opera dalle risorse PNRR a quelle nazionali e nuovo cronoprogramma. «Sul piano tecnico è tutto chiaro», affermano, ma «vorremmo maggiore chiarezza politica». Una frase che riassume il punto centrale della contestazione: non soltanto capire perché la scuola costerà quasi 10 milioni in più rispetto all’appalto originario, ma soprattutto perché, dopo tre proroghe e 520 giorni complessivi di slittamento, la fine dei lavori sia ancora fissata al 2027.