Mentre il nuovo palazzetto dello sport attende ancora di aprire al pubblico, davanti alle Poste di via Geminiani vengono segnalati bivacchi e fuochi
C’è una fotografia di Firenze che racconta, forse meglio di molti comunicati ufficiali, la distanza tra la città promessa dall’amministrazione e quella che i cittadini si trovano davanti agli occhi. È quella che arriva da via Geminiani, davanti all’ufficio postale, dove una segnalazione documenta la presenza di persone accampate nell’area e persino fuochi accesi, probabilmente per cucinare.
Una situazione che ha suscitato l’indignazione dei residenti e di chi frequenta la zona. Sui social, alcuni cittadini hanno commentato con amarezza e sarcasmo: «Poste via Geminiani, siamo arrivati anche a fare il falò, portate una chitarra». Un’ironia amara, perché dietro la battuta c’è la percezione di uno spazio pubblico lasciato progressivamente al degrado.
Tra i commenti c’è chi ironizza persino sull’ipotesi di un barbecue: «Presto ho sentito dire che metteranno anche il barbecue». Altri sono molto più diretti: «Ma che schifo di città! E che schifo di amministrazione». Commenti che, al di là dei toni esasperati tipici delle discussioni sui social, restituiscono un sentimento evidente: la sensazione che in alcune zone della città le istituzioni siano semplicemente assenti.
Il paradosso diventa ancora più evidente se si guarda a ciò che dovrebbe sorgere proprio in quest’area. Il progetto del nuovo palazzetto dello sport era stato presentato come uno degli interventi destinati a trasformare e riqualificare il quadrante, restituendo alla zona una funzione pubblica e sportiva e contribuendo alla sua rigenerazione urbana.
Peccato che, nonostante l’inaugurazione, il nuovo impianto non abbia ancora aperto al pubblico. E così, nella fotografia attuale, accanto alle grandi promesse di trasformazione urbana rimangono problemi molto più elementari: spazi degradati, bivacchi, fuochi e cittadini che chiedono semplicemente che le aree pubbliche siano controllate e mantenute in condizioni dignitose.
La domanda, dunque, è inevitabile: quanto bisognerà ancora aspettare perché la riqualificazione promessa diventi una realtà concreta? Perché mentre Palazzo Vecchio guarda ai grandi progetti del futuro, i cittadini continuano a misurarsi con una città molto più prosaica: quella dei marciapiedi, delle piazze, delle aree verdi e degli spazi pubblici che, giorno dopo giorno, rischiano di essere lasciati senza controllo.

