La più proibitiva d’Italia: altro tragico primato per Firenze, la città dove nessuno riesce più a comprare o affittare casa

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L’1% delle case è accessibile per una famiglia monoreddito: Firenze in fondo alla classifica nazionale di Immobiliare.it

 

Immagina di avere 35 anni, un contratto a tempo indeterminato da 1.600 euro netti al mese e il desiderio – apparentemente banale – di dare una casa stabile alla tua famiglia. A Firenze, oggi, questo desiderio è una scommessa persa in partenza. Non lo diciamo noi. Lo dicono i dati freschi di Immobiliare.it Insight sulle 14 grandi città italiane aggiornati al 2025. E il verdetto è spietato: Firenze è ultima in classifica, con un distacco abissale rispetto a tutte le altre città.

Per una famiglia monoreddito le case in vendita accessibili sono appena l’1%. L’1%. Per chi ha due stipendi si sale al 16,4%, ma resta comunque il peggior risultato nazionale. Roma arriva al 9,4% (monoreddito) e al 37,4% (doppio), Milano al 6,5%, Venezia all’8,5%.

La situazione degli affitti non è migliore: 1,4% accessibile per chi ha un solo stipendio, 23,7% per le coppie. Crolli del 25,8% (compravendite) e del 39% (affitti) rispetto al 2021. In quattro anni la città ha perso quasi metà della sua “vivibilità” abitativa. Anche in questa occasione,  la Firenze dell’era Nardella/Funaro si conferma all’ultimo posto in Italia, con Bologna (1,8%) e Roma (40%) che occupano rispettivamente la seconda posizione nelle due classifiche. 

Non è solo una questione inflazione o tassi di interesse. È un modello di città che ha scelto consapevolmente di puntare tutto sul turismo low-cost e sugli affitti brevi. I grandi fondi immobiliari comprano interi palazzi nel centro, li frazionano e li mettono su Airbnb. Le attività ricettive continuano a moltiplicarsi nonostante il “blocco” del 2023.

Il centro storico (Quartiere 1) tocca i 5.700-6.300 euro al metro quadro. Prezzo medio città: 4.602 euro/mq (+7,9% in un anno). Affitti: 20,8 euro al mese al metro quadro (+2,9%). Risultato? La domanda di affitti “normali” è crollata del 46,6% tra 2024 e 2025. Le famiglie non provano nemmeno più: sanno già che non ce la faranno. E domani? Secondo le previsioni di Immobiliare.it Insights, nel 2026 i prezzi di vendita cresceranno ancora del 4,2%, i canoni del 4,3%. La forbice tra stipendi fermi e mattone che corre continuerà ad allargarsi.

Firenze è ormai una città-museo bellissima per chi la visita tre giorni, ma inaccessibile e invivibile per chi ci deve lavorare e crescere figli. Un luogo dove gli abitanti locali diventano comparse del proprio paesaggio. Ma fino a quando continueremo a festeggiare i record di presenze turistiche mentre i fiorentini veri se ne vanno? Perché una città che si definisce “culla del Rinascimento” accetta di trasformarsi nella capitale italiana dell’esclusione abitativa?

Forse è arrivato il momento di smettere di contare solo i turisti e iniziare a contare le famiglie che se ne vanno.