Firenze, allarme sulle RSA convenzionate: costi alle stelle e liste d’attesa record

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Approvata all’unanimità dalla Commissione 4 una richiesta di monitoraggio permanente sulle strutture convenzionate: sul tavolo rette elevate, attese fino a undici mesi e dubbi sulla sostenibilità del sistema

 

Le costosissime rette delle RSA convenzionate finiscono sotto osservazione. La Commissione consiliare 4, competente in materia di Politiche sociali e salute, ha approvato all’unanimità una richiesta di monitoraggio permanente sulle Residenze sanitarie assistenziali cittadine in vista del rinnovo delle convenzioni previsto nel 2027. Un segnale politico importante che arriva dopo il confronto con la direttrice della Società della Salute e l’assessore al Welfare Nicola Paulesu e che punta a mantenere alta l’attenzione su un sistema sempre più sotto pressione.

A commentare il risultato è Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune, secondo cui “anziani non autosufficienti e famiglie di ceto medio non possono aspettare il 2027”. Il documento approvato impegna Comune, Società della Salute, soggetti gestori e Regione Toscana a organizzare momenti informativi periodici per condividere dati, verifiche e azioni di controllo sulle strutture. Per Palagi il voto unanime rappresenta però soltanto un punto di partenza. Restano infatti aperte numerose criticità, a partire dalle differenze nelle quote sociali giornaliere, che oscillano tra 53,50 e 70 euro nelle diverse RSA convenzionate senza che siano state chiarite in modo dettagliato le ragioni delle variazioni nei servizi offerti.

Sul fronte economico il peso continua a ricadere sulle famiglie, che in molti casi devono sostenere rette mensili attorno ai 3.200 euro, mentre il contributo pubblico varia in base all’ISEE e può fermarsi a 53,50 euro al giorno. A questo si aggiungono liste d’attesa che, per i casi considerati a bassa gravità, arrivano fino a undici mesi e la mancanza di una reale gradualità tra i diversi livelli assistenziali, oltre all’assenza di una definizione completa di alcuni moduli specialistici, come quelli dedicati all’Alzheimer.

Nel dibattito emerso in commissione è entrato anche il tema delle trasformazioni societarie dei gestori delle strutture. “Lo schema è quello tipico della finanziarizzazione del welfare: separazione tra proprietà immobiliare e gestione operativa, con risorse pubbliche che non bastano mai alle famiglie ma garantiscono rendimenti ai fondi”, sostiene Palagi, chiedendo un monitoraggio specifico e un confronto con la Regione Toscana sulla compatibilità di questi processi con i principi di universalità del servizio e sostenibilità economica.

Dal voto della Commissione discendono cinque impegni operativi: incontri permanenti con Società della Salute, gestori e Regione; revisione del regolamento della SDS per una differenziazione modulare delle RSA; approfondimenti sulle tipologie contrattuali presenti nelle strutture e sull’impatto di alcuni contratti scaduti da quattordici anni sugli aumenti tariffari; definizione di linee guida per una maggiore trasparenza delle quote e dei criteri di accesso; controllo continuativo delle trasformazioni societarie dei gestori.

Pur riconoscendo che le principali competenze normative e finanziarie appartengono alla Regione, Sinistra Progetto Comune sottolinea il ruolo strategico del Comune nella programmazione e nella funzione di indirizzo. “Trasformare il parere unanime di oggi in pressione concreta per il rinnovo 2027 è l’impegno successivo”, afferma Palagi. Un percorso che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà servire a garantire maggiore equità, trasparenza e tutela dei diritti delle persone più fragili. Il ringraziamento finale è rivolto al presidente della commissione, all’assessore, alla direttrice della Società della Salute e a tutti i gruppi consiliari che hanno contribuito al risultato condiviso, “nell’interesse delle persone in condizione di bisogno a cui il pubblico deve garantire i diritti”.