Alia-Plures, da Firenze e da Prato prosegue l’operazione-verità. Bambagioni (Lista Schmidt): “Grave silenzio azienda e sindaci”

PLURES ALIA MULTIUTILITY

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Martedì prossimo in Commissione Controllo audizione con la Dirigenza ATO Toscana Centro.

 

“Le richieste di chiarezza arrivano da diverse città, Firenze e Prato, e da varie liste, segno evidente che c’è una volontà trasversale di far luce sui conti, soprattutto dopo il bilancio di Alia-Plures annunciato e poi ritirato, sull’esplosione dei costi, sulle tariffe e sull’assenza di impianti”. Lo afferma, in una nota, Paolo Bambagioni, consigliere comunale della Lista civica Eike Schmidt e presidente della Commissione Controllo del Comune di Firenze, che aggiunge: “Fa impressione il silenzio della sindaca di Firenze Sara Funaro, del sindaco di Prato Matteo Biffoni e, soprattutto, dell’azienda Alia-Plures, che ha liquidato il caso del bilancio con una stringata velina. Noi insisteremo, certi che sui servizi pubblici debba prevalere sempre l’interesse dei cittadini”. L’ex sindaco di Signa ed ex consigliere regionale  informa, inoltre, che martedì prossimo, 16 giugno ore 12, saranno auditi in Commissione Controllo la Presidente di ATO Toscana Centro Paola Galgani, vicesindaca di Firenze, e il Direttore Dario Ballini.

E Jonathan Targetti, consigliere comunale di L’Alternativa c’è a Prato, continua la sua operazione-verità. “Nel 2017 ASM Prato – ricorda Targetticessò di esistere come soggetto autonomo e confluì in Alia Servizi Ambientali SpA. Prato ottenne circa il 18% della nuova società. Firenze il 37%. Il doppio esatto. Il meccanismo della fusione era tecnicamente fondato su rapporti di concambio calcolati sulla base dei valori patrimoniali delle singole aziende. ASM Prato era più piccola di Quadrifoglio Firenze: dunque Prato prendeva una quota più piccola. Fu una scelta politica chiara”.

“I valori patrimoniali di Quadrifoglio erano più alti perché Firenze è più grande di Prato. Ma Firenze – prosegue Targettiè più grande di Prato perché è il capoluogo regionale, non perché i suoi amministratori abbiano fatto scelte migliori o investito di più nei servizi. In altre parole, a Prato toccava una quota minoritaria non per una valutazione delle proprie performance gestionali, ma solo per il fatto di essere più piccola. La rendita di posizione di Firenze, demografica, istituzionale, politica, si traduceva automaticamente in rendita finanziaria e potere dentro la nuova società”.

“E il punto cruciale è che Prato non vendette ASM per fare cassa e investire i proventi in altro o per rivolgersi al libero mercato – rimarca il consigliere -. Ottenne azioni di una società che non avrebbe mai potuto guidare. Con il 18% si conta il giusto. Si incassano dividendi, quando ci sono, ma si siede in un consiglio dove Firenze pesa il doppio”.

“Nei passaggi amministrativi di fine 2016, Prato stava approvando la propria uscita dalla cabina di regia dei servizi ambientali del territorio. Una volta ceduta ASM, il bersaglio successivo sarebbe stata Consiag, che vantava partecipazioni in Estra e Publiacqua e che venne lentamente attratta nell’orbita della futura multiutility fiorentina – ricostruisce Targetti -. Il progetto fu presentato dal Comune di Firenze nel Maggio 2022. L’obiettivo dichiarato era creare un soggetto industriale capace di competere con Hera, A2A e Iren a livello nazionale. Un obiettivo legittimo. Ma chi avrebbe guidato questo soggetto? Chi avrebbe espresso l’amministratore delegato? Chi avrebbe scelto la strategia? La risposta la sapete già: Firenze”.

In copertina: copyright Fotocronache Germogli