Firenze rischia di perdere un luogo magico: la cittadinanza e la politica si schierano a difesa di InStabile, con Firenze Democratica che chiede una medazione per evitare la perdita di una risorsa unica per la città
In una Firenze che vede scivolare via, uno ad uno, i suoi rifugi di socialità, adesso un’ombra minacciosa si staglia anche su InStabile, il centro culturale che da quasi sei anni anima la zona del Varlungo con l’arte del circo e una dimensione creativa che guarda al mondo. Il rischio di una sua chiusura minaccia non solo la continuità di un importante polo artistico e sociale, ma anche la sopravvivenza di un progetto che ha dato vita nuova ad una zona una volta abbandonata al degrado.
La vicenda è legata alla richiesta di demolizione delle strutture del teatro, tra cui il famoso Chapiteau (il tendone da circo che ospita eventi durante l’inverno) e il bistrot, entrambi fondamentali per il sostegno economico e sociale dello spazio. “In questo momento ci troviamo in una situazione di grave incertezza che mette a rischio la continuità delle nostre attività artistiche, culturali e sociali e la sopravvivenza stessa del progetto”, dichiarano le responsabili di InStabile. La vicenda è iniziata nell’ottobre del 2025, quando l’Ufficio Urbanistica ha richiesto lo smontaggio del bistrot, senza fornire indicazioni chiare per la stabilizzazione della struttura, nonostante le ripetute richieste di deroga. A dicembre dello stesso anno, una nuova comunicazione ha minacciato la rimozione della tensostruttura del circo, lo Chapiteau, contestando la sua temporaneità, pur essendo regolarmente smontato e rimontato per la stagione estiva. Un altro colpo per una realtà che rischia ora di scomparire, con conseguenze economiche e sociali per la zona e per tutti coloro che vi lavorano. Per cercare di fermare questo smantellamento e tutelare la sopravvivenza di InStabile, è stato avviato un procedimento di ricorso al TAR Toscana, ma la situazione resta ancora incerta.
A difesa di InStabile sono intervenute oggi le consigliere di Firenze Democratica Cecilia Del Re, Serena Berti e Francesca Paolieri, che sollecitano una mediazione per evitare il peggio: “Abbiamo appreso del ricorso al Tar annunciato oggi da InStabile a seguito dell’ordinanza di demolizione notificata dall’amministrazione comunale. Ci dispiace che una realtà come InStabile, che in questi anni sotto al ponte del Varlungo ha recuperato un luogo altrimenti abbandonato all’incuria, si ritrovi adesso in una situazione di incertezza che grava sulle attività culturali e formative promosse da InStabile, e quindi su tutti i suoi lavoratori e lavoratrici“, proseguono le esponenti di Firenze Democratica, che ribadiscono l’importanza di uno spazio che ha saputo creare una rete di associazioni culturali e un’intera comunità che dipende economicamente da questa realtà. InStabile è infatti un esempio di come la rigenerazione urbana possa essere coniugata con la programmazione artistica e sociale, proponendo eventi culturali a titolo gratuito e promuovendo la partecipazione della comunità locale. Nei mesi estivi, un’area all’aperto è attiva tutti i giorni con proposte artistiche, bar e bistrot; mentre durante l’inverno, lo Chapiteau ospita concerti, spettacoli, matinée per le scuole e percorsi di formazione. “Firenze sia città non solo delle grandi realtà culturali, ma anche di quelle tante associazioni che con coraggio e pochi paracaduti operano sul territorio per la passione per la cultura e per il nostro territorio, rendendo un gran servizio ai suoi cittadini di ogni età”, aggiungono le esponenti di Firenze Democratica, sottolineando l’importanza di un impegno collettivo per salvaguardare la cultura di prossimità e sostenere chi fa vivere la città ogni giorno.
In una città come Firenze, che da anni non fa che perdere pezzi di sé, stiamo assistendo a un progressivo sgretolarsi degli spazi di aggregazione e di cultura indipendenti. In questo scenario, l’ottusità dell’amministrazione comunale si dimostra la vera barriera al fiorire di una vita culturale autentica a Firenze, con una burocrazia ostile che ostacola, anzichè sostenere un progetto di rigenerazione urbana e culturale come questo. “In una città dove gli spazi di aggregazione e i centri culturali stanno scomparendo, ci troviamo di fronte ad un’amministrazione oppositiva che invece di sostenere quello che potrebbe essere un modello di rigenerazione urbana funzionale e ben riuscito, ostacola spazi di socialità come InStabile”, si legge in un comunicato di InStabile, in cui si aggiunge: “Il teatro è un rituale collettivo. Nasce dall’esigenza di partecipazione e comprensione. In una società che tende a rendere la cultura sempre più distante e percepita come elitaria, InStabile rappresenta un teatro popolare, accessibile, aperto.”
Per evitare che Firenze perda un altro pezzo della sua scena culturale, le responsabili hanno lanciato una petizione: “Abbiamo bisogno del vostro aiuto per difendere un’esperienza artistica, culturale e sociale accessibile a tutti, per sostenere chi lavora ogni giorno per creare comunità attraverso l’arte, per chiedere trasparenza, dialogo e soluzioni concrete con l’amministrazione comunale e gli uffici tecnici”. È possibile firmare la petizione online, donare e contribuire a proteggere una risorsa unica per la città.
