“Cubo Nero”: il Comune di Firenze paralizzato, la ditta esecutrice dei lavori fa ricorso al TAR

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Il consigliere Sabatini denuncia il prolungato silenzio dell’amministrazione e il ricorso della ditta PALEO SRL al TAR per danni legati ai lavori bloccati

 

La vicenda del “Cubo Nero” a Firenze raggiunge un nuovo capitolo di caos e incertezza: la ditta PALEO SRL, esecutrice dei lavori, ha presentato ricorso al TAR, evidenziando la paralisi dell’amministrazione comunale. Evento che ha spinto il consigliere di Lista Schmidt a dichiarare: “Proprio ad inizio marzo avevo chiesto in Consiglio all’Assessore Biti di focalizzare l’attenzione sul tema ‘richiesta danni’ da parte di chi opera sui cantieri. Non rispose, nonostante la ditta (la PALEO SRL) avesse già scritto al Comune un mese prima. Adesso, dopo il prolungato silenzio, si è rivolta al Tar e vi sarà udienza il 1 aprile 2026.”

La domanda di Sabatini, in poche parole, è la seguente: quanto durerà ancora la mancanza di azione da parte della Municipalità sul progetto simbolo di un’intera amministrazione in cortocircuito? Il Comune, secondo il consigliere di Lista Civica Eike Schmidt, sembra in conflitto su tutti i fronti: ignorando suggerimenti politici, scontrandosi con la soprintendenza e provocando l’apertura di un’indagine da parte della Procura, ora si trova alle prese con il TAR, con le ditte che bussano per sbloccare i lavori e tutelare i propri interessi economici. “Questo ricorso è l’ennesimo sottoprodotto del caos sui verbali per il rispetto delle prescrizioni stabilite dall’autorizzazione paesaggistica. Se il Comune non redige gli atti, arrivando a gesti plateali come l’abbandono del sopralluogo del 17 dicembre 2025, le ditte che devono seguirli non sanno come fare. E restando bloccati, chiedono al Giudice amministrativo di intervenire per superare l’incomprensibile inerzia del Comune, riservandosi di chiedere i danni. La politica del PD a Firenze ha creato una situazione assurda, uno scontro fra Enti che genera evidentemente danni sia a Firenze che ai Fiorentini.”

Ora, la domanda è aperta: “Stavolta cosa farà il Comune? Si costituirà in giudizio al TAR per giustificare la propria inerzia o sarà coerente con la fuorviata posizione che anche lunedì 9 marzo mi sono sentito ripetere? Ossia: non facciamo nulla perché c’è un’inchiesta penale in corso! Ma cosa l’ha creata quell’indagine?” Massimo Sabatini lancia un monito che non lascia spazio all’equivoco: il tempo della paralisi è arrivato al limite, la città merita risposte immediate.

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