Nove interrogazioni del gruppo di Forza Italia sollevano dubbi sulla gestione finanziaria di Firenze Fiera e sugli emolumenti del presidente
Il gruppo regionale di Forza Italia ha acceso i riflettori su Firenze Fiera con nove interrogazioni presentate il 10 marzo, puntando il dito sui compensi del presidente Lorenzo Becattini e sul canone di affitto della Fortezza, temi che intrecciano politica, finanza e gestione societaria.
Marco Stella, capogruppo, ha illustrato alla Giunta regionale, rappresentata dall’assessore Leonardo Marras, quesiti sulla perizia interna commissionata per la ridefinizione del canone e sugli emolumenti annui di Becattini, pari a 103mila euro, sollevando dubbi su trasparenza e congruità. Marras ha risposto che la perizia era stata solo sinteticamente riportata nella relazione di bilancio 2023, senza richiesta di consulenza esterna né discussione sull’opportunità di commissionarla, sottolineando che fino al 3 febbraio 2026 i compensi erano pienamente legittimi e che con il passaggio a controllo pubblico totale non potranno superare l’80% del costo sostenuto nel 2013; non è stata commissionata alcuna nuova perizia e la selezione del direttore commerciale avverrà secondo le norme vigenti.
Stella ha evidenziato come il costo del canone di affitto rappresenti una criticità strutturale per Firenze Fiera: la perizia interna stimava un canone congruo di 330mila euro, mentre quello effettivo ha raggiunto 1,2 milioni di euro annui, mettendo in discussione la gestione finanziaria della società e l’efficienza dell’amministrazione, con limitazioni future che ridurranno significativamente il compenso del presidente. A questo si aggiunge la polemica per la presentazione del libro di Becattini durante la fiera ‘Didacta’, giudicata inopportuna alla luce delle criticità emerse, trasformando così compensi, perizia e gestione societaria in terreno di scontro politico aperto.
Foto: Copyright Fotocronache Germogli
