“L’ambiguità del centrosinistra fa male alla politica e favorisce le logiche private di mercato”. E Irace evita sempre la Commissione controllo.
“Il centrosinistra continua a inquinare il dibattito pubblico, provando a confondere la sostanza di un percorso che si muove tra tante difficoltà. Tutta l’operazione multiutility ha sempre previsto l’uscita di ACEA da Publiacqua. Anzi, inizia proprio da qui, dalla richiesta ai Consigli comunali di votare lo scioglimento dei patti parasociali per dire ‘arrivederci’ alla multiutility romana e far nascere quella fiorentina”. Comincia così l’intervento di Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune.
“All’epoca, parliamo del 2020, avevamo proposto quella che resta la nostra richiesta:
‘Proseguire il percorso di ripubblicizzazione, coinvolgendo gli altri Comuni interessati, valutando la costituzione di una società unicamente partecipata dai Comuni per la gestione del servizio idrico integrato, che operi secondo i criteri delle aziende speciali senza scopo di lucro‘”.
“Per restare sulla politica – prosegue Palagi -: per noi è sbagliato consegnare un bene comune a una società che opera sul mercato secondo le logiche del profitto e dei dividendi, invece di potersi permettere investimenti attenti anche ad altri aspetti”.
Palagi esprime preoccupazione per “l’esposizione debitoria e la sostenibilità del servizio di gestione dei servizi ambientali”, “che immaginiamo tragga grande beneficio dal potersi appoggiare su profitti certi, quali sono quelli del servizio idrico”.
“Aggiungiamo che l’attuale Amministratore Delegato Irace non è mai venuto, una sola volta, in Commissione controllo, ma continua a rilasciare legittimamente dichiarazioni pubbliche. Un uomo per tutte le stagioni, o continuiamo ad avere un piano industriale che necessita di quotazione in borsa, compensando con prestiti e altre operazioni finanziarie?”, si domanda.
“Intanto proveremo a fare un accesso agli atti – annuncia – per capire quanti soldi ha dato Plures per lo scorso capodanno, visto che la Sindaca e la Giunta non vogliono darci questa risposta. Se dovesse arrivarci un diniego, valuteremo un nuovo ricorso al TAR, alla luce anche di recenti sentenze di altre regioni, che chiariscono il diritto-dovere di chi siede in Consiglio comunale per la funzione di controllo prevista dal quadro normativo”.
