Mentre i giornali locali tacciono, il caso approda in Parlamento.
Il caso, sollevato nei giorni scorsi da La Firenze che vorrei con ampia risonanza anche sui media nazionali (tace per ora la stampa locale), adesso approda in Parlamento grazie a un’interrogazione di Forza Italia, sebbene ancora non si legga una presa di posizione dell’Ufficio Scolastico Territoriale e Regionale, opportunamente informati dal nostro quotidiano via pec. Tacciono anche Comune e Giunta Funaro.
Ad annunciare l’atto alla Camera è l’onorevole Erica Mazzetti di Forza Italia. “È inaccettabile che alcune scuole pubbliche vengano trasformate in megafoni della propaganda per il No al referendum e per questo interverremo – ha annunciato Mazzetti –. La dirigente scolastica (Rita Trocino, ndr) ha trasmesso a pioggia – per ben due volte – materiale propagandistico per il No attraverso una sua mail istituzionale, indirizzandolo a tutto il personale. Prima ha diffuso, come una agit-prop qualsiasi, un volantino della Cgil per il No, poi ha ‘invitato’ il personale a partecipare a un’assemblea a senso unico per il No in orario di lavoro. Inaccettabile, censurabile, deplorevole. Forza Italia pretende chiarezza e chiede, intanto, all’ufficio scolastico provinciale e regionale di intervenire, perché questi comportamenti, tanto sbagliati quanto arroganti, non possono essere tollerati. Presenterò un’interrogazione parlamentare per fare piena luce sul caso, che dimostra, ancora una volta, quanta paura abbia una parte della sinistra di una riforma che modernizzerà l’Italia, rendendola più libera, più democratica, più garantista. Un motivo in più per votare sì: per non avere più scuole pubbliche ostaggio delle ideologie superate, ma solo luoghi di cultura e crescita”.
Sul caso della propaganda per il No all’IC Beato Angelico si fa sentire anche Guglielmo Mossuto, consigliere leghista a Palazzo Vecchio. “La scuola – ha dichiarato ai cronisti durante un’iniziativa per il Sì al referendum del partito di Matteo Salvini – deve servire per studiare, invece ultimamente la scuola serve per fare propaganda politica, manifestazioni contro la destra e per il no al referendum”. “A scuola si studia – ha proseguito l’avvocato – e quindi non si deve fare propaganda politica, né dall’una e né dall’altra parte”.

