Tanto paga Stenterello… Ars Toscana: oltre 2 milioni in consulenze e incarichi esterni. La denuncia di Fratelli d’Italia

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Numeri e documenti alla mano, questa mattina il portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale Alessandro Tomasi e il consigliere Jacopo Cellai, hanno portato in Commissione controllo, presieduta dallo stesso Cellai, le criticità emerse sulla gestione dell’Agenzia regionale di sanità, Ars Toscana.

Dal 2019 ai primi mesi del 2026, l’Agenzia ha pagato, con soldi pubblici, 2milioni e 368mila euro per incarichi e consulenze esterne.

“Vogliamo capire, visto che non si può sostituire il personale interno con incarichi, perché sta accadendo”, intervengono Tomasi e Cellai. “Stamani – spiega il presidente di commissione – era all’ordine del giorno l’audizione del direttore generale, Federico Gelli, ed era dunque l’occasione per chiedere un normale approfondimento sulla gestione dell’Agenzia”.

Vista però l’assenza di Gelli in commissione, il portavoce Tomasi ha ripercorso i fatti di fronte ad un rappresentante tecnico dell’Agenzia stessa.

“L’Ars è commissariata e lo sarà obbligatoriamente fino alla modifica dello statuto per via dei rilievi fatti dalla Corte dei Conti che da cinque anni segnala alla Regione anomalie sulle modalità di retribuzione delle figure apicali. La Regione continua ad essere inadempiente e non ha potuto far altro che avere un commissario, Gelli appunto, alla guida dell’Ars. Lo stesso Gelli che è figura prorogata alla direzione della sanità ma che, stando alle notizie emerse dalla stampa, non sarà confermato. A questa gestione, si aggiunge il fatto che l’organismo di indirizzo e controllo, che per legge dovrebbe riunirsi due volte al mese, nell’ultimo anno si è riunito un paio di volte perché non raggiungeva il numero legale. Evidentemente la situazione non è sotto controllo”.

“Dai bilanci degli ultimi sei anni – sottolineano infine Tomasi e Cellai – emerge che 2milioni e 368mila euro sono andati a consulenze e incarichi esterni con avvisi pubblici annuali che, in molti casi, non hanno termini di comparazione perché partecipati da un unico candidato. Sempre in diversi casi, gli affidamenti si ripetono, di anno in anno, per gli stessi professionisti. Vorremmo capire perché qui non vale il principio di rotazione e perché questi incarichi nei fatti appaiono continuativi. Se c’è un problema di personale, che non emerge e non è emerso formalmente, occorrerebbero risposte precise in merito. Siamo davanti ad un buco in sanità che cresce a dismisura, arrivato a oltre 290milioni nel 2025. Alla luce anche di questo, era doveroso portare in Commissione controllo una richiesta di approfondimento sulla gestione dell’Ars. Richiesta a cui, almeno stamani, non c’è stata risposta, per questo presenteremo un’interrogazione in Consiglio regionale”.