Rifredi: per non farsi mancar niente, una nuova manifestazione “antifascista” in assenza di fascismo

volantino

Condividi sui social

Tra ONG, sindacati e collettivi, la protesta punta a stabilire una presenza politica nel quartiere, mentre cresce la voce di chi chiede maggiore attenzione ai problemi reali della zona

 

Giovedì 9 aprile il quartiere Rifredi si prepara all’ennesimo rituale antifascista di routine. Ritrovo ore 17.30 al cantiere di via Mariti, partenza del corteo alle 18.00, con lo slogan di rito: «Nessuno spazio per i fascisti a Rifredi». A promuovere l’iniziativa il comitato Cittadini Tanucci Piazza Aperta insieme a ANPI Firenze, ARCI Firenze, COSPE, CGIL Firenze e SPI CGIL Q5. Tra i promotori ufficiali spicca, manco a dirlo, COSPE, l’ONG fiorentina da sempre in prima linea per “decostruire i modelli neocoloniali patriarcali” e stare “a fianco dei movimenti che resistono”.
La protesta arriva dopo l’apertura della sede di Futuro Nazionale (il movimento di Roberto Vannacci) avvenuta il 28 marzo. Quel giorno il quartiere fu messo sotto assedio con un imponente schieramento di forze dell’ordine per permettere l’evento. Da allora la sede è stata ripetutamente contestata e, ultimo episodio in ordine di tempo, imbrattata con scritte offensive e vernice. Inoltre, vista l’esperienza consolidata, è lecito scommettere che giovedì pomeriggio a via Mariti si materializzeranno puntuali i soliti collettivi, i professionisti dell’antifascismo militante, pronti a urlare contro il “fascismo” mentre difendono a modo loro la “democrazia”.
COSPE, dal canto suo, resta coerente con la sua linea storica. Già nel lontano luglio 2014, dopo alcuni episodi di accattonaggio aggressivo alla stazione Santa Maria Novella, l’organizzazione aveva sentenziato che i media fiorentini non dovevano usare termini come «bande», «maree» o «assalto» parlando di rom, perché – a loro dire – questi termini stigmatizzavano “i poveri” e fomentavano il razzismo. Meglio tacere o edulcorare, insomma. Per gli organizzatori si tratta di “difendere il quartiere dall’odio”. Per tanti cittadini che ci vivono ogni giorno, appare piuttosto come l’ennesima dimostrazione di intolleranza militante: un fronte compatto di ONG, sindacati, reduci dell’antifascismo di professione e (probabilmente) centri sociali che non tollera l’esistenza di uno spazio politico diverso dal proprio nel “loro” quartiere storico. Giovedì 9 aprile il corteo partirà da via Mariti. Un altro spettacolo già visto: tanta retorica sul fascismo che non c’è, pochissima voglia di confrontarsi con i problemi reali di convivenza, sicurezza e degrado che molti residenti di Rifredi conoscono fin troppo bene.