Mossuto (Lega): “Il Comune si vanta della riapertura, ma la realtà è che la parte superiore resta chiusa e non si sa se e quando sarà accessibile”
Il Comune annuncia con enfasi la riapertura della scalinata di via Monte alle Croci, definita “la Via Crucis più antica d’Italia”, ma la realtà restituisce un quadro ben diverso. Come sottolinea il capogruppo della Lega Guglielmo Mossuto, l’apertura riguarda soltanto la porzione inferiore del percorso, quella che conduce al Giardino delle Rose, mentre il tratto superiore resta ancora interdetto, chiuso da compensato e transenne e dunque inaccessibile a cittadini e turisti; una riapertura parziale che solleva interrogativi concreti sui tempi e sulle modalità del completamento dell’intervento, tuttora subordinato alla possibilità di riavviare i lavori nel segmento sottostante l’ex bar oggi chiuso, nodo centrale di un contenzioso giudiziario avviato dall’ex concessionario e ancora lontano da una soluzione definitiva; proprio questo stallo, evidenzia l’esponente leghista, impedisce di ripristinare la continuità originaria della scalinata fino al Piazzale Michelangelo, mantenendo di fatto incompiuto un intervento iniziato con l’obiettivo di restituire piena fruibilità a uno dei percorsi storici più significativi della città.
A confermare il quadro di criticità è la risposta scritta dell’assessore Bettarini a un’interrogazione del consigliere Palagi, in cui si legge che “I lavori di consolidamento del tratto superiore della scalinata sono al momento sospesi per le criticità statiche di alcuni volumi del soprastante esercizio commerciale”, ovvero l’ex Play Bar, le cui modifiche strutturali nel tempo avrebbero inciso “sulle murature di contenimento della scalinata”, problema emerso solo dopo l’apertura del cantiere e che ha “determinato la sospensione dei lavori a tutela dell’incolumità delle maestranze impegnate nei restauri e della sicurezza delle aree sottostanti”. Da qui l’affondo politico di Mossuto, che invita l’amministrazione a passare dagli annunci ai fatti, sollecitando una rapida conclusione del contenzioso e il completamento di un’opera ferma dal 2022.

