“ZTL closed”. Se non capisci è colpa tua

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ZTL Attiva, closed, Scudo Verde: il collage di ambiguità che trasforma un semplice cartello in una trappola per automobilisti

 

Di Vincenzo Freni

Entrando a Firenze lungo la Bolognese, all’altezza dell’incrocio con via dei Roccettini, in un punto in cui sarebbe fondamentale orientarsi rapidamente, ci si trova davanti a un pannello luminoso che lampeggia in rosso: “scudo verde ZTL attiva”. Sotto, un acronimo e una parola in inglese: “ZTL closed”.

A prima vista sembra comunicazione. In realtà è un esercizio di ambiguità. Il problema non è solo linguistico, è strutturale. Qui si sovrappongono tre livelli completamente diversi: l’etichetta locale “Scudo Verde”, un nome di fantasia che fuori dal raccordo fiorentino non significa nulla; l’acronimo autarchico “ZTL”, un codice burocratico che non esiste fuori dai confini nazionali; e una traduzione inglese che non traduce davvero, ma aggiunge confusione: “ZTL closed”.

Nei paesi anglosassoni la segnaletica è prescrittiva e chiara. Si usano frasi dirette come “Restricted Traffic Area”, “No entry except authorized vehicles” o “Permit holders only”. Si privilegia la funzione: cosa puoi o non puoi fare. A Firenze invece abbiamo inventato lo “Scudo Verde”. Mentre il resto d’Italia usa definizioni standard come “Zone a basse emissioni”, noi utilizziamo un termine che sembra uscito da un videogioco e che per un turista straniero è puro rumore di fondo.

Il paradosso più grande riguarda proprio “ZTL closed”. Per un madrelingua inglese, closed significa chiuso. Se una strada è “closed”, non si passa. Ma cosa significa esattamente “ZTL closed”? È chiusa la strada? Il sistema? Il divieto? Un turista potrebbe facilmente pensare che quella misteriosa ZTL sia “chiusa”, cioè non attiva, e quindi di poter passare. È il collage perfetto di non-comunicazione.

Poi c’è lo “Scudo Verde”: un nome lanciato dal Comune di Firenze che fuori dalla Toscana, e soprattutto per gli stranieri, non significa assolutamente nulla. Altre città parlano di Area B o Fascia Verde. Nessuno usa “Scudo Verde”.

E torniamo alla parola chiave: closed. Finalmente qualcosa di comprensibile allo straniero, e proprio per questo pericoloso. Closed = chiuso = non attivo = posso passare. Semplice. Logico. Sbagliato. Perché sopra c’è scritto “attiva”, che però non significa “vietato”, ma solo che il sistema è acceso. Risultato: due lingue, due parole, più significati possibili e nessuna istruzione chiara su cosa si può o non si può fare.

A completare il quadro, il cartello laterale è un concentrato di burocrazia: categorie, eccezioni, delibere, un numero verde. Uno straniero capisce “toll-free” o “freephone”, non certo il colore verde del numero. Tutto corretto, tutto preciso, tutto inutilizzabile nel momento in cui serve davvero: mentre si guida e si devono prendere decisioni in pochi secondi.

E non è finita. A Firenze ZTL non significa una cosa sola. Per tutti, ZTL è il centro storico con i suoi varchi e telecamere. Qui invece la stessa sigla viene usata per un’area molto più ampia, legata allo “Scudo Verde” e a limitazioni ambientali. Stesso nome, significato diverso. Il risultato è prevedibile: non capiscono gli stranieri, ma iniziano ad avere dubbi anche molti italiani.

Il cuore del problema è questo: “attiva” significa che il sistema è in funzione, ma non dice chiaramente se puoi entrare o no. “Closed”, per un anglofono, può essere interpretato come divieto oppure come restrizione sospesa. Due lingue, più interpretazioni possibili, nessuna indicazione netta.

Un buon sistema di comunicazione pubblica dovrebbe fare una cosa sola: dire chiaramente cosa è consentito e cosa non lo è. Qui accade l’opposto. Non chiarisce, complica e lascia spazio all’interpretazione. Non è comunicazione, è un test. E chi lo sbaglia non prende un brutto voto: prende una multa. Si dice che la semplicità sia difficile da ottenere. Qui siamo riusciti a rendere complicato perfino un divieto.

Il risultato è scritto nei forum di viaggio, su Reddit, TripAdvisor e Rick Steves: la ZTL è una delle principali cause di multe per chi noleggia un’auto a Firenze. Parliamo di un bacino enorme di turisti. Immagino già i commenti: «È chiarissimo, basta saper leggere». Perfetto. Allora fermate il primo turista che trovate per strada, mostrategli quel pannello e chiedetegli cosa ha capito. Se esita, se interpreta, se prova a indovinare… il problema non è di chi legge, ma di chi lo ha scritto.

Prima di difendere un cartello indifendibile, provate a rileggerlo con gli occhi di chi non vive all’ombra di Palazzo Vecchio.