Firenze “migliore città per donne e bambini”? Le classifiche descrivono una Firenze che molti non riconoscono più

due donne nel buio della notte

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Di Elena Ceroni

Per mesi, Il Sole 24 Ore ci ha raccontato la favola della “migliore qualità della vita per le donne” a Firenze. Peccato che tra i parametri non comparisse la sicurezza reale vissuta ogni giorno. Perché la verità, per molte persone, è un’altra. A Firenze tante donne stanno cambiando abitudini: evitare certe zone la sera, non uscire sole, farsi venire a prendere dopo il lavoro. Infermiere, operaie, bariste, studentesse. Questa non è qualità della vita. È adattarsi alla paura.

Oggi la stessa testata afferma che Firenze sarebbe la migliore città anche per qualità della vita dei bambini. Eppure, mentre escono classifiche patinate, la realtà sembra raccontare altro. La settimana scorsa sono stati diffusi dati molto pesanti: quasi 4.700 bambini e adolescenti fiorentini vivono in aree di forte disagio socioeconomico, tra povertà educativa, dispersione scolastica e aumento dei giovani che non studiano e non lavorano. (ANSA)

E allora viene da chiedersi: Firenze è davvero una città per giovani, donne e famiglie? Oppure sta diventando una città sempre più cara, più fragile e meno sicura? Perché una città non si misura con gli slogan o con le classifiche. Si misura da come vivono le persone comuni quando escono di casa la sera.