NIMBY selettivo di Giani: la Lunigiana va protetta dai rimpatri, ma non dall’arrivo di irregolari con precedenti per spaccio e violenza
Secondo Giani, la Lunigiana è “fragile” solo quando si tratta di ospitare un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) destinato a espellere i delinquenti stranieri. Quando invece si parla di accogliere centinaia di clandestini, spacciatori, stupratori e persone che da anni ignorano ogni provvedimento di allontanamento, la Toscana è resiliente, terra di accoglienza e solidarietà.
Il presidente della Regione Eugenio Giani ha ribadito con nettezza la sua contrarietà. «Non credo che i CPR siano il metodo», ha dichiarato, opponendosi fermamente all’ipotesi di realizzare una struttura del genere in Lunigiana, area che dice di voler valorizzare dal punto di vista turistico. Nel frattempo, però, in diverse città toscane si registrano piazze trasformate in bivacchi, parchi utilizzati come servizi igienici a cielo aperto e cittadini che riferiscono di avere paura a uscire di sera per il degrado e il senso di insicurezza legato anche in gran parte alla presenza di delinquenti irregolari.
La posizione di Giani viene interpretata da molti come una scelta chiara: meglio tenere sul territorio anche chi ha commesso reati, piuttosto che attivare meccanismi di rimpatrio. Una linea che si traduce in un rifiuto cronico di strumenti concreti per espellere i criminali stranieri, mentre si continua a voler gestire un’accoglienza che non integra nessuno.
È vero che i CPR, nella forma attuale, presentano limiti e criticità. Ma l’opposizione pregiudiziale a qualsiasi centro per i rimpatri dimostra soltanto un approccio ideologico che antepone principi astratti alla sicurezza quotidiana dei residenti.
Giani e questa linea della sinistra toscana hanno stancato molti cittadini. La percezione è quella di una politica che difende tutto tranne i propri concittadini, tra accuse di ipocrisia e di moralismo da Palazzo. Iniziare a espellere sistematicamente i criminali stranieri invece di proteggerli sarebbe già un segnale di reale cambio di passo. Basta con questa ipocrisia, è il messaggio che arriva con forza da più parti della Toscana: il NIMBY (not in my backyard) di Giani è diventato patetico.

