In Via di Novoli, si piantano gli ennesimi stecchi rachitici e li si spaccia per “verde urbano”

stecco 1

Condividi sui social

La farsa del “verde” in salsa Funaro: si piantano alberi per i flash, scordando che per farli vivere servirebbe la manutenzione

 

Google Maps, si sa, è un testimone oculare a cui non è stato ancora insegnato a mentire secondo i comunicati stampa di Palazzo Vecchio. E la sentenza per Via di Novoli è impietosa. Confrontando lo scatto di dicembre 2021 con la realtà odierna, ci troviamo davanti a un vero e proprio miracolo botanico al contrario. In oltre quattro anni, l’alberello della prima foto ha deciso di sfidare le leggi della biologia: o ha scelto di restare eternamente “rachitico” per non disturbare la vista del cemento circostante, oppure — ipotesi assai più probabile — ha serenamente esalato l’ultimo respiro.

Ma il bello viene ora. Fedele alla gloriosa politica del “ne ripiantiamo millemila”, il Comune deve aver provveduto alla sostituzione. E cosa hanno scelto? Un degno successore che sembra già pronto per il compostaggio. Guardatelo: un bastoncino asfittico che lotta per la sopravvivenza, con le foglie che gridano “acqua” in tutte le lingue conosciute e un aspetto generale che farebbe apparire rigogliosa una pianta di plastica sotto il sole di agosto. A Firenze, evidentemente, preferiamo il verde minimalista: alberi che non crescono, non fanno ombra e, possibilmente, si mimetizzano con il colore del marciapiede. Complimenti alla cura del verde: un’efficienza talmente chirurgica che verrebbe quasi voglia di chiedere se il “veterinario” dell’insegna lì accanto non possa fare un miracolo anche per la flora urbana.