All’atto di stesura di queste righe è in corso la manifestazione dei proprietari di case in affitto breve e B&B in piazza della Signoria: non disponiamo pertanto di cifre in tempo reale sulla partecipazione, ma i giornali, che finora non hanno mai parlato di questa iniziativa, si sono concentrati tutti sul motivo che li ha portati in piazza. Si voterà infatti, oggi pomeriggio, sul blocco degli affitti brevi anche fuori dal circuito UNESCO. I pronostici la danno per favorita, particolarmente su La Repubblica Firenze che si è focalizzata sulle divisioni interne all’opposizione: Schmidt (Lista Schmidt) e Draghi (Fratelli d’Italia) potrebbero votare Sì o astenersi, mentre il resto di FdI, insieme a Forza Italia e Lega, è contrario. Favorevolissimi Palagi (Sinistra Progetto Comune) e Del Re (Firenze Democratica), più moderati Masi (Movimento 5 Stelle) e i consiglieri Casini e Grazzini (Italia Viva). Mentre continua la corsa alle richieste e alle registrazioni, segnalata dallo stesso giornale e da La Nazione Firenze, il Corriere Fiorentino sottolinea con ancor più enfasi la «pioggia di emendamenti» che si prepara: ben 18 sono quelli previsti. Come già da noi riportato, nel frattempo il Made in Italy, che dall’insediamento del governo Meloni ha un ministero dedicato, non vede via d’uscita dal tunnel della crisi: La Repubblica Firenze e La Nazione Firenze ci hanno seguiti a ruota nel dar conto della crescita delle imprese straniere nella città metropolitana: +2.6% nel 2024 rispetto al 2023 secondo dati IDOS-CNA, con un podio su cui si collocano, nell’ordine, cinesi, albanesi e romeni, un dato in crescita in tutta la Toscana. Non sarebbe strano se, tra gli imprenditori originari di questi Paesi e la Regione, avessero più soldi i primi: vengono infatti a mancare per la “grande opera” della terza torre di Novoli, la cui costruzione è stata rinviata a data da destinarsi per stornare «su altre opere» i «70-80 milioni» rammentati da Repubblica Firenze. E mentre Giani si protende verso l’alto, continuando a sognare la candidatura alle elezioni del 2029, nel basso mondo dei comuni mortali la quotidianità è infernale. Ieri mattina all’alba, col forte nubifragio che si è abbattuto improvvisamente sulla città, quest’ultima si è trovata paralizzata per tutta la mattinata poiché sul Ponte all’Indiano, verso le 4:30, un motociclista 52enne ha travolto e ucciso per errore un 28enne marocchino senzatetto, che La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze ipotizzano dimorato sotto il ponte (ma non l’avevano “ripulito”?), finendo egli stesso a Careggi in codice rosso, anche se, pare, «non in pericolo di vita». Il Ponte è rimasto chiuso fino alle 9:20, evidenziando tutte le criticità rimaste irrisolte anche dopo la riapertura della corsia verso Peretola, ma sulla via Faentina, raccoglie La Repubblica Firenze un’infornata di opinioni e sfoghi a mezzo social, si continua a impiegare «quasi un’ora per fare duecento metri». Il nostro concittadino Gabriele Masi, che morì schiantandosi in motorino contro un cantiere sul Lungarno Soderini nel 2020, non avrà invece giustizia perché, è notizia di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, tutti e quattro gli imputati finiti a processo sono stati assolti perché «il fatto non sussiste» (ironicamente, come la segnaletica che avrebbe dovuto preavvisare dell’ubicazione dei lavori). Sono stati invece condannati, a proposito di 2020 e di ciò che stava succedendo allora, i vertici di Estar, società che, spiega Il Tirreno Firenze, «si occupa di acquisti, forniture e concorsi per la sanità regionale»: il danno erariale per l’acquisto di test diagnostici «inutili, non conformi» per il Covid è stato quantificato a 405.000€. La sanità si trova tuttavia in uno stato di agitazione ben più profondo, per il continuo rifiuto al confronto coi sindacati mostrato dall’assessore Monni. «E la Regione non batte un colpo», titola emblematicamente il Corriere Fiorentino, che, come La Nazione Firenze, a differenza della giunta Giani i sanitari li ha ascoltati e ha riportato fedelmente le loro rimostranze sulla mancata applicazione del Contratto nazionale 2022-2024. Prosegue anche la lotta degli studenti ospitati al “Calamandrei”, più fortunati perché il tavolo di confronto, informa sempre il Corriere Fiorentino, l’hanno ottenuto, ma l’obiettivo è «non far calare l’attenzione». Il confronto da quest’ultimo effettuato con Camplus è, sullo sfondo di ciò, ancora più disarmante: struttura privata «precettata d’emergenza dall’ARDSU», devono essere suonati come uno schiaffo in faccia i video degli studenti appena giuntivi, che hanno trovato «muri verniciati, materassi puliti, asciugamani nuovi, prese vicino al letto e bagni senza muffa né perdite», mentre nell’ormai tristemente nota struttura due ragazze momentaneamente trasferite sono tornate nella loro stanza trovandosi un’altra coinquilina nel frattempo sistematavisi e altre in periodo mestruale costrette a «farsi anche otto piani di scale prima di raggiungere un bagno, magari chimico». Una sovrapposizione quasi totale, quella che si potrebbe paurosamente effettuare con la condizione delle carceri sovraffollate: non c’è neanche bisogno di spostarsi su un altro giornale per leggere una sintesi della relazione del Garante regionale dei detenuti, presentata proprio alla Commissione Sanità e riassunta in una «situazione drammatica»: 3.382 i detenuti al 31 dicembre 2025, di cui 347 in carico ai servizi di salute mentale, per un tasso di sovraffollamento attestantesi al 134.8%, corredato da 133 suicidi, 1.053 atti di autolesionismo e 354 scioperi della fame, sempre nel solo anno 2025. Chissà per quanto si aggiungeranno al primo di questi numeri le due fiorentine che hanno aggredito alle Cascine un loro (e nostro) concittadino 83enne per rubargli il portafoglio e stavolta, per fortuna (ma chissà se sarebbe andata così qualora fossero state straniere), immediatamente fermate e arrestate. Le notizie in merito pervenute da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze fanno ben sperare. Sognare, almeno per il momento, è una delle pochissime cose che continua a non costare niente. (JCM)
