Turismo, Giovanni Rimbotti: «Firenze record, molto bene il lusso. I nodi? Burocrazia e norme, più trasparenza sulla tassa di soggiorno»

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Costruire sui numeri positivi, seguendo le nuove tendenze, una politica per il turismo in grado di generare una crescita strutturale.

 

Una burocrazia «allucinante» e una preoccupante «incertezza» normativa e fiscale. Sono questi, insieme al nodo infrastrutture, i principali problemi del settore turistico in Italia, in Toscana e a Firenze, secondo Giovanni Rimbotti, imprenditore nel settore dell’hôtellerie con strutture a Firenze, Genova, Siracusa e anche in Marocco.

Il settore si conferma in forte espansione, le presenze toccano livelli record a Firenze, particolarmente marcata la crescita delle strutture extralberghiere. «Segno – secondo l’imprenditore – di un cambiamento nelle abitudini dei turisti, di maggiori disponibilità di tempo e risorse a livello mondiale».

Firenze «è tornata a numeri pre-pandemia», con ben 4,6 milioni di presenze nel 2025 (erano state 4,2 nel 2019), mentre i pernottamenti «sono stati 11 milioni». Numeri importanti che, però, mostrano anche il livello di pressione sulla città.

«Il turismo è a tutti gli effetti un’industria – sottolinea Rimbotti – e occore sempre più una politica per il turismo ben coordinata, dando così risposte concrete alla collettività e agli imprenditori».

La Toscana, numeri alla mano, si conferma attrattiva per un’utenza di alto livello. «Il lusso – riflette – non sente crisi e le strutture 5 stelle sono complete all’89% per il ponte. Ciò è dovuto anche alla crescita dell’utenza globale alto-spendente».

Guerre, prezzi, inflazione: il turismo è un settore fragile. «Ci possono essere dei momenti critici, ma nell’economia vince la capacità di adattamento».

Nel tempo, soprattutto post-pandemia, si è consolidata una tendenza verso un turismo outdoor ed esperienziale: «La Toscana ha un’offerta variegata in tal senso».

L’Italia resta «attrattiva» anche se i prezzi sono aumentati negli ultimi anni, pur restando competitiva rispetto altri paesi europei. «Tuttavia, Grecia e soprattutto Spagna fanno una concorrenza serrata», anche a causa «di uno scarso coordinamento» e della mancanza di una vera politica per il turismo.

Tornando agli altri nodi irrisolti: le infrastrutture. «Servirebbero pochi aeroporti ma ben collegati», aggiunge Rimbotti. «Anche la tassa di soggiorno, nell’ottica di far percepire i benefici del turismo, dovrebbe essere utilizzata in modo più trasparente».

In copertina: copyright Fotocronache Germogli