In Toscana i Vigili del Fuoco non possono coordinare i mezzi aerei antincendio per la mancata attivazione dei corsi regionali obbligatori
Mentre le fiamme minacciavano le nostre colline e il fumo tornava a oscurare il cielo, emergeva un paradosso tutto toscano che ha dell’incredibile: abbiamo i professionisti, abbiamo i mezzi, ma la burocrazia regionale ha deciso di lasciarli “in panchina”.
A lanciare l’allarme è Nicola Todaro, Segretario Provinciale del Conapo di Lucca (il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco). La situazione denunciata è paradossale: i Vigili del Fuoco possiedono la flotta aerea antincendio più importante dello Stato e personale altamente addestrato per coordinarla, ma in Toscana non possono operare come Direttori delle Operazioni di Spegnimento (DOS). Il motivo? La Regione non ha ancora attivato il corso di aggiornamento che lei stessa ha previsto nel proprio regolamento. Qui bisogna essere chiari sulle responsabilità, perché non si tratta di un caso o di una fatalità. Per legge, la lotta agli incendi boschivi (AIB) è una materia delegata alle Regioni.
Questo significa che è il Governatore Eugenio Giani, insieme alla sua Giunta, a decidere le “regole d’ingaggio” sul territorio. Tuttavia, a questa competenza legislativa non è seguita un’adeguata azione amministrativa. Siamo di fronte a una vera e propria inerzia amministrativa: se la Regione impone per legge un corso obbligatorio per poter operare, ha poi il dovere fondamentale di fornire gli strumenti per farlo. Non attivare quei corsi significa, nei fatti, escludere deliberatamente i Vigili del Fuoco dal coordinamento dei mezzi aerei. Il risultato è un “monopolio” del personale regionale che, durante emergenze complesse come quella recente del Monte Faeta, si è trovato a gestire da solo il traffico di ben 6 velivoli contemporaneamente. È un carico di lavoro estremo che porta inevitabilmente all’affanno e alla stanchezza dei tecnici regionali, mentre i colleghi Vigili del Fuoco — che magari il giorno prima hanno coordinato Canadair in Puglia o in altre regioni — sono costretti a restare a guardare per la mancanza di un timbro locale.
Come sottolinea Todaro, non è una questione di ruoli o di “chi arriva primo”, ma di sicurezza per i cittadini e per l’ambiente. Un sistema che rifiuta aiuti qualificati in piena emergenza per pura lentezza burocratica è un sistema che non sta proteggendo il proprio territorio. Chiediamo alla Regione Toscana e al Governatore Giani: quanto ancora dobbiamo aspettare perché il buonsenso prenda il posto delle scartoffie? La sicurezza dei nostri boschi non può attendere i tempi della burocrazia.
