Mazzanti Lake: ecco la pioggia, riecco il lago. Disagi per bambini e genitori. E la riqualificazione costata 120 mila euro?

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Come vengono spesi i soldi pubblici? Chi verifica davvero i risultati? La risposta nelle pozzanghere…

 

A Coverciano, nel Quartiere 2, bastano pochi minuti di pioggia per riportare alla luce un problema che i residenti conoscono fin troppo bene. In via Novelli, davanti alla scuola Mazzanti e alla fermata del tram, l’acqua ristagna fino a trasformare il tratto d’ingresso in un piccolo lago a cielo aperto.

Per bambini, genitori, accompagnatori e insegnanti significa affrontare ogni volta lo stesso percorso a ostacoli: marciapiedi impraticabili, attraversamenti allagati, passaggi di fortuna cercati ai margini della carreggiata. Una scena che si ripete puntualmente e che, ormai, non può più essere liquidata come un semplice disagio legato al maltempo.

Non va dimenticato che, di recente, è stata completata la riqualificazione del giardino di via Novelli, un intervento costato circa 120 mila euro di risorse pubbliche. Un investimento che avrebbe dovuto restituire al quartiere uno spazio più decoroso, più sicuro e realmente funzionale. Ad oggi, però, la realtà racconta altro.

Alla prima pioggia l’acqua si accumula e resta lì per ore. I tombini, evidentemente, non bastano. Ma il problema non sembra fermarsi alla sola manutenzione insufficiente. A preoccupare i residenti è soprattutto la qualità stessa dei lavori eseguiti, perché le criticità sono sotto gli occhi di tutti.

Non c’è soltanto il problema degli allagamenti. Una parte della nuova pavimentazione risulta scivolosa e potenzialmente pericolosa, soprattutto per i bambini che ogni giorno attraversano quell’area per entrare a scuola. E intanto il giardino, riqualificato da poco, mostra già segni evidenti di trascuratezza.

Simone Scavullo, presidente del Comitato Cittadini per Firenze, denuncia ancora una volta quello che definisce “l’ennesimo episodio di cattiva gestione del verde pubblico cittadino”. Secondo Scavullo, il caso di via Novelli “non rappresenta un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di una modalità di intervento che troppo spesso lascia dietro di sé opere costose, ma incapaci di rispondere davvero alle esigenze quotidiane dei cittadini”.

Perché quei 120 mila euro non sono una cifra astratta: sono soldi dei cittadini. Risorse pubbliche con cui vengono pagati tecnici, progettisti, dirigenti, amministratori, assessori e consiglieri, chiamati non soltanto a programmare gli interventi, ma anche a verificarne l’efficacia e la sicurezza.

La domanda, allora, è inevitabile: chi ha controllato? Chi ha verificato che i lavori fossero eseguiti a regola d’arte? Chi ha controllato che il sistema di deflusso fosse adeguato? Chi ha ritenuto accettabile che davanti a una scuola elementare, dopo un intervento appena concluso, bastino due gocce d’acqua per bloccare l’accesso?

Perché se il problema è evidente ai genitori, ai residenti e perfino ai bambini, è difficile comprendere come non sia stato visto da chi aveva il compito di controllare.

Il caso di via Novelli va oltre il disagio quotidiano. Diventa il simbolo di una domanda più ampia che molti cittadini si pongono guardando gli interventi realizzati in città: come vengono spesi i soldi pubblici e, soprattutto, chi verifica davvero i risultati?

La risposta sembra stare tutta in quelle pozzanghere che tornano ogni volta che piove. E finché nessuno interverrà in modo concreto, resterà una sensazione difficile da ignorare: che i cittadini continuino a pagare, mentre i problemi restano esattamente dove erano prima.