Ancora allagata la “Don Minzoni” e a Ponte al Pino anche la passerella si saturerà. Affitti brevi: Pisa e Firenze più simili di quanto sembri. La Firenze sui giornali di sabato 16 maggio

ponte al pino

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Altre gocce di pioggia, altri allagamenti. Sempre, peraltro, nello stesso punto: si può proprio dire che alla scuola dell’infanzia “Don Minzoni” piova sul bagnato, poiché adesso sono stati gli scoli otturati, a quanto leggiamo sul trafiletto dedicato da La Nazione Firenze, a «rendere difficoltosa l’uscita degli alunni», costringendoli a fare il giro e riunirsi ai familiari venuti a prenderli sul lato opposto, quello di via Reginaldo Giuliani. E se poco lontano, precisamente in via Baracca, un più agile tentativo di fuga da parte di un 47enne libico autore di un furto di bicicletta ai danni di un 40enne malese è stato frustrato poco dopo e poco avanti, in viale dell’Aeronautica, altrettanti problemi logistici, forse anche più gravi, riscontreranno i pendolari che passano abitualmente da Ponte al Pino, i quali, per la chiusura del 24-25 maggio al traffico per quattro mesi, dovranno obbligatoriamente usare la passerella provvisoria insieme ai pedoni: ne danno la tutt’altro che lieta notizia La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze; del pari, annuncia la terza, quattro linee (10, 11, 17 e 20) verranno deviate, con annessa istituzione di fermate provvisorie laddove necessario. Di fronte a questi restringimenti, ad allargarsi sono soltanto le maglie del reddito di reinserimento, informa il secondo, a beneficio di chi ha terminato NASPI e DIS-COLL anche nel 2024, anche se probabilmente è da ipotizzare che la platea così ristretta risieda nella sua strutturazione rivolta solo a chi ha perso il lavoro e non a tutti coloro che ne siano privi o che patiscano difficoltà economiche. Un numero che infatti è destinato ad aumentare: sempre il Corriere Fiorentino rilancia uno studio di Nomisma in cui la Toscana risulta essere inferiore alla media nazionale, con 7.000 botteghe chiuse in dieci anni. Firenze ne perde 1.000, ma è Pisa a guidare la classifica delle chiusure, “tamponate” apparentemente solo da «mangificio, dehors e tavolini». Analogie con la nostra realtà se ne rilevano anche sul fronte B&B: identiche le esortazioni delle organizzazioni di categoria nostre e loro ad adeguarsi al verdetto del TAR per i controlli. I titoli di Corriere Fiorentino e La Nazione Pisa-Pontedera cantano in coro. In Santo Spirito, intanto, il Comune mira a bloccare il progetto di trasformazione dell’ex convento agostiniano in un resort di lusso, ci informa Il Tirreno Firenze. Vi riuscirà? Ai posteri l’ardua sentenza. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli