Sabatini (Lista Schmit) denuncia un progetto ormai irriconoscibile rispetto a quello presentato ai cittadini: “uno scempio operativo, economico e urbanistico”
Il progetto di restyling dello stadio Stadio Artemio Franchi torna al centro dello scontro politico cittadino e, secondo la Lista Schmidt, si starebbe progressivamente trasformando in “un’operazione aperta, in continua espansione, con costi e persino funzioni in divenire”. A lanciare l’attacco è ancora una volta il consigliere comunale Massimo Sabatini, che punta il dito contro gli atti approvati dal Comune di Firenze e contro una gestione sempre più caotica del cantiere.
“La sicumera del sindaco nel 2020 si è trasformata in ricerca di aiuti da ACF e ora si aprirà anche al Commissariamento Governativo per finire l’opera!”, afferma Sabatini, sostenendo che il progetto originario sia ormai stato superato dai fatti. Nel mirino finiscono le modifiche tecniche e operative che, secondo l’esponente dell’opposizione, stanno cambiando radicalmente il volto dell’intervento: “La stessa documentazione del Comune ammette che il masterplan originario non viene più realizzato, che la logistica di cantiere è stata stravolta e che è persino cambiata la tecnica costruttiva”.
Una trasformazione continua che, sempre secondo Sabatini, starebbe producendo una spirale di varianti, nuove opere e costi aggiuntivi. “Ai 265 che già sapevamo se ne aggiungono oggi altri 19 che portano il totale conosciuto a 284 milioni. E quello ignoto?”, domanda il consigliere, evocando una soglia ormai “onirica” dei 300 milioni di euro e denunciando l’assenza di risposte sulle riserve economiche avanzate dalle ditte coinvolte nei lavori. L’accusa politica si allarga così al tema della trasparenza amministrativa e della sostenibilità economica dell’intervento: “Ancora più grave è che il Comune continui a consumare risorse per gestire varianti, criticità e continue riprogettazioni, mentre restano oscuri il reale cronoprogramma, il contenuto delle riserve dell’impresa e il quadro finale dei costi”.
Per Sabatini il problema non sarebbe più soltanto economico ma strutturale e strategico, perché “oggi nemmeno gli stessi atti tecnici comunali sono in grado di definire con chiarezza quale sarà l’assetto finale del Franchi e di Campo di Marte”. Da qui anche la critica all’ipotesi di nuovi affidamenti diretti, giudicati “un fuoco che ha già scottato le casse cittadine”. Sullo sfondo emerge anche il riferimento a UEFA 2032, visto dalla Lista Schmidt come il nuovo appiglio politico e istituzionale per tentare di completare un’opera che, nelle parole del consigliere, “si conferma uno scempio estetico, operativo, economico e temporale”.
