E d’incanto si scoprì che i progetti del PNRR non stanno andando così bene. A Sesto è in vantaggio l’astensionismo. La Firenze sui giornali di lunedì 25 maggio

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Contro facili ottimismi e banali propagande, torna a farsi valere la realtà quando si affronta il sempre più spinoso tema dello stato delle opere finanziate dal PNRR. In uno slancio di onestà e trasparenza, La Repubblica Firenze ammette che il 24% dei progetti, “incidentalmente” quelli tra i più “succosi” dal punto di vista pecuniario (4 miliardi) e con la rigida scadenza del 30 giugno, tra «rivoluzione verde e transizione ecologica», «missione digitalizzazione e cultura» e «istruzione e ricerca», sono da terminare. Strutture escluse, come quelle balneari in Versilia, vedono i loro proprietari coalizzarsi in una «causa civile per blindare le concessioni», titola La Nazione. Altri, come quelli dei centri d’impiego e degli ispettorati del lavoro, devono fare i conti con le aggressioni, come denunciato rispettivamente da UIL e CGIL a Scandicci e negli uffici dell’ARTI. Non un messaggio di solidarietà è giunto dall’Ispettorato per i suoi dipendenti, ha fatto notare la CGIL, dopo le ferite riportate a seguito di una visita in un cantiere di cui La Repubblica Firenze e Il Tirreno Firenze non hanno potuto rivelare l’ubicazione. I lavoratori dei centri per l’impiego in Toscana, invece, si racconta su La Nazione Firenze, vedono un aumento dei rischi parallelo all’incrementarsi delle tensioni dovute all’accrescimento della burocrazia e, spesso e volentieri, alle barriere culturali e linguistiche di altri lavoratori che già hanno vissuto «storie di grave sfruttamento». Stati d’animo analoghi si riscontrano in Sant’Agostino, ma per la mala movida che, propiziata dall’apertura del nuovo locale Spiritum ha alimentato proteste da parte dei residenti, la cui voce è giunta in Consiglio comunale tramite la consigliera Del Re (Firenze Democratica): inutili, a quanto pare, i tentativi del proprietario dell’attività, insonorizzata e vigilata, di limitare l’impatto della maleducazione delle «centinaia di persone [che] continuano a riversarsi davanti all’ingresso illuminato del locale», «concentrate in una strada stretta e residenziale, trasformata di fatto in un’estensione del bar». La Nazione Firenze riporta inoltre che «non c’è quasi più distinzione tra marciapiede e carreggiata. I passanti si infilano a fatica tra i gruppi, mentre sotto le finestre dei palazzi storici si crea un muro continuo di rumori, risate, urla». Per colpa di chi ha dato al summenzionato titolare, Fulvio Franchini, il permesso di aprire in quella zona, «la movida si allarga». Ma si allarga, altrettanto indebitamente, anche la mano del solito ciclista molestatore seriale che, col collaudato metodo della pacca sul didietro, ha colpito, sempre alle Cascine, un’altra donna che faceva jogging. Si comprime, invece, l’affluenza a Sesto: ricorda Il Tirreno Firenze, menzionando il 30.08% della giornata di ieri, che alla stessa ora nel 2021 aveva votato il 36.77%, un calo, quindi, del 7%. Oggi, dunque, l’ultima giornata delle votazioni anche a Prato e Pistoia. (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli