Nell’area metropolitana di Firenze si registra anche la quota più alta di cittadini che non si sentono sicuri in Italia, pari al 54% degli intervistati.
Caro vita (70%) e libertà di movimento tra le principali preoccupazioni legate allo scenario internazionale: il 35% dei fiorentini teme possibili limitazioni alla libertà di viaggiare e spostarsi, il dato più alto tra le città prese in esame. Sull’Europa, a Firenze emerge una posizione più favorevole rispetto ad altre aree: il 44% vorrebbe più poteri decisionali a livello europeo, mentre il 60% chiede un ruolo più forte dell’UE su economia, difesa e politica estera.
È quanto emerge da una nuova ricerca di Changes Unipol, realizzata con Ipsos, sulle opinioni degli italiani sull’attuale scenario geopolitico ed economico mondiale. Dall’indagine emerge inoltre che:
L’insicurezza percepita e i timori quotidiani
- Fra gli abitanti del capoluogo toscano, il senso di insicurezza cresce soprattutto guardando oltre i confini europei: l’80% non si sente sicuro nel mondo, il 56% in Europa e il 54% in Italia;
- Accanto al caro vita e alla libertà di movimento, tra le conseguenze più temute emergono l’aumento del rischio di attentati terroristici in Italia (29%), l’aumento delle tensioni sociali (26%) e la difficoltà di reperimento di beni essenziali (25%);
La fiducia nelle istituzioni e le priorità per il Paese
- La Protezione Civile e le Forze dell’Ordine restano il principale riferimento in caso di crisi per i fiorentini (56%), seguite dalla NATO (44%) e dalle autorità locali (43%);
- La priorità su cui dovrebbe concentrarsi l’Unione Europea, secondo il 34% dei fiorentini, è l’autonomia strategica in settori chiave come energia, materie prime e farmaci.
In un contesto internazionale segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e pressioni economiche, anche nell’area metropolitana di Firenze il sentimento prevalente è quello di una sicurezza sempre più fragile.
La nuova ricerca Instabilità globale. Europa sotto esame, realizzata da Changes Unipol in collaborazione con Ipsos, evidenzia come l’82% degli intervistati si senta oggi più insicuro rispetto a 5-10 anni fa – il valore più alto tra le città considerate dalla ricerca.
Questa percezione di insicurezza emerge con forza anche rispetto ai diversi contesti geografici. A Firenze, infatti, il 54% degli intervistati dichiara di non sentirsi sicuro entro i confini italiani – anche in questo caso il dato più elevato tra le aree metropolitane analizzate –, ma il senso di insicurezza cresce ulteriormente quando lo sguardo si sposta all’Europa, dove ad avvertire una condizione di maggiore vulnerabilità sarebbe il 56% dei fiorentini, e raggiunge il suo apice in riferimento allo scenario globale, che l’80% degli intervistati a Firenze ammette di non considerare sicuro.
A rendere più concreta questa sensazione sono soprattutto le ricadute sulla vita quotidiana. Anche a Firenze, come nel resto d’Italia, il caro vita rappresenta il principale fattore di preoccupazione legato agli eventi internazionali attuali, indicato dal 70% degli intervistati. Accanto alla dimensione economica, emerge però marcata preoccupazione riguardo alla libertà di movimento: il 35% dei fiorentini teme che conflitti, tensioni geopolitiche, dazi e guerre commerciali possano infatti portare a limitazioni alla libertà di viaggiare e spostarsi – il dato più alto registrato nelle aree metropolitane prese in esame dalla ricerca. Seguono, tra le altre conseguenze percepite, l’aumento del rischio di attentati terroristici in Italia, indicato dal 29%, l’aumento delle tensioni sociali, al 26%, e la difficoltà di reperimento di beni essenziali, al 25%.
In questo scenario, la fiducia dei cittadini tende a concentrarsi sui presìdi percepiti come più vicini e operativi. La Protezione Civile e le Forze dell’Ordine restano il principale punto di riferimento in caso di grave crisi che minacci l’Italia, indicate dal 56% degli intervistati nell’area fiorentina. Seguono, alternandosi, istituzioni sovrannazionali e nazionali quali la NATO (44%), le autorità locali (43%), l’Unione Europea (41%), da ultimo, lo Stato italiano indicato dal 33% degli intervistati.
A fronte di un senso di insicurezza particolarmente marcato, il rapporto con l’Unione Europea appare invece più favorevole a Firenze rispetto a quanto rilevato in altre città italiane. Dell’appartenenza all’UE vengono infatti sottolineati molti aspetti positivi: il 34% degli intervistati ritiene che questa renda l’Italia più sicura sul fronte della sicurezza militare e della difesa da minacce esterne, il 32% che ci tuteli per gli approvvigionamenti di energia, gas e materie prime e nella gestione di crisi sanitarie globali, mentre per il 31% far parte dell’UE ci dà basi più solide per una stabilità economica e ci protegge dagli impatti di eventuali crisi finanziarie.
Questa lettura positiva dell’Europa si riflette anche nelle opinioni su un’ipotesi di rafforzamento del suo ruolo istituzionale. A Firenze, il 44% degli intervistati ritiene che l’UE dovrebbe avere più poteri decisionali a livello europeo – la percentuale più alta emersa tra le aree oggetto dello studio e superiore di 8 punti percentuali al 36% della media italiana. Al contrario, la quota di chi vorrebbe restituire più poteri decisionali ai singoli Stati membri si ferma al 22% – contro una media italiana del 26%. Il 60% dei fiorentini intervistati ritiene inoltre che, per proteggere i cittadini europei nell’attuale contesto geopolitico ed economico, l’Unione Europea debba trasformarsi in un attore geopolitico con maggiori poteri decisionali comuni su economia, difesa e politica estera, a conferma di come a Firenze l’insicurezza generata dal contesto globale si accompagni a una maggiore apertura verso un rafforzamento del livello europeo.
Per quel che riguarda le priorità d’intervento indicate dai fiorentini, il 34% ritiene che l’Unione Europea dovrebbe concentrarsi sull’autonomia strategica in settori chiave come energia, materie prime e farmaci; seguono una maggiore coesione e solidarietà tra Stati membri (33%), una politica estera comune (32%) e una politica di difesa e sicurezza comune (30%).
Gruppo Unipol
È uno dei principali gruppi assicurativi in Europa e leader in Italia nei rami Danni (in particolare nei settori Auto e Salute), con una raccolta complessiva pari a 17,4 miliardi di euro, di cui 9,6 miliardi nei Rami Danni e 7,8 miliardi nei Rami Vita (dati 2025). Adotta una strategia di offerta integrata e copre l’intera gamma dei prodotti assicurativi, operando principalmente attraverso la capogruppo Unipol Assicurazioni, UniSalute (leader nell’assicurazione sanitaria in Italia), Linear (assicurazione auto diretta), Arca Vita e Arca Assicurazioni (bancassicurazione Vita e Danni, tramite gli sportelli di BPER e altre banche), SIAT (assicurazione trasporti), DDOR (compagnia assicuratrice operante in Serbia). È attivo inoltre nei settori immobiliare, alberghiero (UNA Italian Hospitality), medico-sanitario (Santagostino) e vitivinicolo (Tenute del Cerro). Le azioni ordinarie di Unipol Assicurazioni S.p.A. sono quotate alla Borsa Italiana dal 1990 e presenti nel FTSE MIB® e nel MIB® ESG.
