Il progetto “In bus anche di notte”, presentato come una svolta per il trasporto pubblico fiorentino, finisce al centro delle critiche dopo le recenti aggressioni a bordo degli autobus e l’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali
A meno di un mese dall’avvio del progetto “In bus anche di notte”, il nuovo servizio di trasporto pubblico presentato dall’amministrazione comunale di Firenze finisce al centro di un duro attacco politico. A sollevare la questione è Barbara Nannucci, consigliera della Lega al Quartiere 3, che parla apertamente di «ennesimo flop dell’amministrazione», sostenendo che gli ultimissimi episodi di violenza registrati sui mezzi di AT abbiano già incrinato il bilancio di un’iniziativa nata per migliorare la mobilità serale.
«Siamo stati tra i primi ad accogliere con favore l’introduzione delle nuove linee notturne del trasporto pubblico fiorentino, riconoscendone l’utilità per cittadini e lavoratori. Allo stesso tempo, però, avevamo evidenziato un punto imprescindibile: il potenziamento dei controlli e un maggiore impiego della Polizia Municipale per garantire la sicurezza di utenti e personale viaggiante», afferma Nannucci, ricordando come il servizio, annunciato l’8 giugno e operativo dall’11 giugno, abbia introdotto 24 linee, di cui 17 completamente riprogettate, attive ogni giorno dalle 22 alle 2 con collegamenti anche verso le periferie e i comuni limitrofi. Secondo l’esponente della Lega, tuttavia, «la realtà ha rapidamente smentito gli annunci».
A rafforzare le critiche contribuisce il recente allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali dopo le aggressioni avvenute sulle linee 25 e su altri collegamenti notturni, con la richiesta di presidi, controlli mirati e interventi immediati. Per Nannucci, gli episodi dimostrano che «del protocollo d’intesa sulla sicurezza, tanto sbandierato dall’Amministrazione, non si vedono risultati concreti. Le promesse non bastano più. È arrivato il momento di dare piena attuazione al citato documento, prima che si verifichi un episodio ancora più grave». La consigliera conclude rilanciando la richiesta di un cambio di passo nella gestione del servizio: «La sicurezza non può essere affidata agli slogan o agli annunci, ma richiede presenza, controlli e azioni concrete. Basta chiacchiere: adesso servono i fatti. È un dovere salvaguardare i lavoratori del trasporto pubblico e tutti i cittadini che ogni sera utilizzano gli autobus, puntando a spostarsi in totale serenità.»

