La domanda se la pone il capogruppo di Sinistra Progetto Comune, Dmijtri Palagi, che si chiede come mai né il Quartiere 1 né il Comune siano informati dei fatti
Il capogruppo di Sinistra Progetto Comune Dmijtri Palagi e la consigliera del Quartiere 1 Francesca Lupo hanno presentato una nuova interrogazione per chiedere lumi, poiché i lavori proseguono senza che sia mai stato definito un atto, senza che l’argomento sia stato affrontato in alcun incontro pubblico con il rione e con un cronoprogramma, un tempo proposto, ormai già superato.
“Ci risiamo”, affermano i critici e le opposizioni politiche. Palazzo Vecchio prosegue dritto nelle opere infrastrutturali in assenza di condivisione dei temi e di un cronoprogramma. La “Firenze al plurale” si conferma sempre più una sorta di Soviet in salsa fiorentina, dove si fa e non si dice, “perché le urne hanno detto che dobbiamo amministrare noi”, come sottolinea spesso nei dibattiti pubblici l’assessore Andrea Giorgio, con buona pace della partecipazione.
Ma torniamo al “leggendario” tunnel sotto l’Arno, pallino di Eugenio Giani, che sta al fiume così come l’altrettanto “leggendaria” isola (di plastica) sta a Sara Funaro.
“Il cronoprogramma che il Comune di Firenze ha trasmesso alla Regione Toscana nell’ottobre 2023 prevedeva che il 2026 fosse l’anno dello sviluppo del progetto esecutivo del tunnel sotto l’Arno, all’altezza della pescaia di San Niccolò. A fine giugno 2026 Palazzo Vecchio ha invece affidato alla Sub Sea di Livorno (la stessa società che ha condotto le ispezioni precedenti) un nuovo servizio, del valore di circa 23.000 euro e della durata di sessanta giorni: pulizia del fondale all’ingresso della galleria e prova di taglio delle tubazioni, propedeutiche a una missione subacquea che deve ancora verificare se il passaggio sia effettivamente percorribile. Dopo quasi tre anni non si sa nemmeno questo.
Nel frattempo la spesa procede: dopo i circa 110.000 euro per lo svuotamento dell’estate 2024 e l’affidamento della progettazione per 167.948,58 euro nel marzo 2025, tra settembre 2025 e giugno 2026 si sono succeduti sette ulteriori affidamenti per rilievi, campagne geognostiche, prove sui materiali e ispezioni subacquee.
Tutto dentro i 7 milioni e mezzo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, un fondo che nasce per ridurre i divari e che qui viene destinato a una nuova attrazione nella zona più esposta all’overtourism d’Europa. Fondi che, tra l’altro, prevedono il definanziamento automatico quando i cronoprogrammi non vengono rispettati: chiediamo da tempo chi pagherebbe, tra Comune e Regione, in caso di costi aggiuntivi.
Le finalità continuano a cambiare a ogni annuncio: prima il passaggio pedonale per i flussi turistici, poi il Museo dell’Acqua, ora una sorta di «Corridoio Vasariano sotterraneo», come lo ha definito il presidente della Regione, Eugenio Giani. Non esiste un atto che definisca la destinazione d’uso del manufatto. Non è chiaro neppure quanto sia lungo: 250 metri secondo gli annunci del 2024, 350 secondo quelli del 2026. Soprattutto, la mozione della Commissione 3 del marzo 2025, sulla quale sono confluite maggioranza e altre opposizioni, chiedeva incontri pubblici con la cittadinanza, il monitoraggio dell’impatto sul rione e il coinvolgimento diretto del presidente del Quartiere 1 nei tavoli con la Regione. Non risulta sia stato fatto nulla. A febbraio il presidente della Regione è tornato a fare un sopralluogo con dichiarazioni unilaterali e, nel frattempo, anche gli uffici di Palazzo Vecchio sono attivi.
Per questo – conclude – depositiamo una nuova interrogazione, la più completa possibile: chiediamo conto degli esiti delle ispezioni, della tenuta del cronoprogramma, dei rischi di definanziamento, del quadro delle proprietà, delle interferenze con la tramvia 3.2 e con la centrale idroelettrica, del ruolo della società privata che ha redatto una prima ipotesi progettuale e se il Comune ritenga davvero di poter continuare a fare l’osservatore su un’opera di cui è formalmente beneficiario e attuatore. Il rione di San Niccolò, uno dei pochi con residenti-resistenti, attende ancora un seggio elettorale, presìdi di servizi e la navetta di trasporto pubblico locale votata all’unanimità dal Consiglio comunale. La residenza ha diritto a risposte prima dei desideri di una persona sola, per quanto presidente della Regione.”


