Due arbitrati, accordi dai contenuti riservati, richieste economiche superiori ai cento milioni di euro e interrogazioni ancora senza risposta: Palagi sollecita chiarimenti sugli effetti delle intese per il bilancio comunale e per il futuro della rete tramviaria
L’inchiesta pubblicata da FirenzeToday riaccende i riflettori sui rapporti tra Comune di Firenze, Tram di Firenze S.p.A. e GEST S.p.A., riportando al centro dell’attenzione una controversia milionaria chiusa attraverso due transazioni approvate dalla Giunta comunale a fine dicembre 2025, ma i cui contenuti restano riservati.
A intervenire è il consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, Dmitrij Palagi, che denuncia la mancanza di trasparenza su una vicenda riguardante una delle principali infrastrutture cittadine. «Abbiamo letto con interesse l’inchiesta pubblicata oggi da FirenzeToday sulla controversia milionaria tra il Comune, Tram di Firenze S.p.A. e GEST S.p.A. È un lavoro importante, perché porta all’attenzione della città una vicenda che riguarda una delle opere pubbliche più rilevanti di Firenze e che fino a oggi è rimasta fuori da ogni dibattito pubblico». Palagi ricorda di aver presentato nelle scorse settimane una serie di interrogazioni in Consiglio comunale sulla transazione relativa all’arbitrato ANAC R.G.A. 1/2023, dal valore dichiarato superiore ai 30 milioni di euro, e su un secondo arbitrato, R.G.A. 5/2024, entrambi definiti con accordi approvati il 29 dicembre 2025. Le interrogazioni riguardano anche il riequilibrio del Piano Economico e Finanziario della concessione, ma, sottolinea il consigliere, «nessuna di queste interrogazioni ha ancora ricevuto risposta».
Secondo Palagi, l’inchiesta aggiunge ulteriori elementi di rilievo, evidenziando richieste economiche che, per il solo biennio 2022-2023, supererebbero complessivamente i 100 milioni di euro tra contributi richiesti dalla concessionaria e remunerazioni rivendicate dal gestore, senza che dagli atti pubblici sia possibile comprendere quale sia stato l’esito economico delle trattative. «Che cosa ha riconosciuto il Comune? A che cosa ha rinunciato? Con quali effetti sul bilancio e sugli obblighi di manutenzione del sistema tramviario?», si chiede il consigliere. Un primo elemento emerge però da una determina dirigenziale, la numero 9972 del 31 dicembre 2025, pubblicata il giorno successivo, che dispone il pagamento a Tram di Firenze di una «somma residua da versare» pari a 1.885.949,66 euro oltre IVA, per un impegno complessivo di 2.074.544,63 euro. L’atto ricostruisce inoltre l’origine della controversia, legata ai contributi regionali destinati al rinnovo del contratto nazionale di GEST e alla revisione degli indici di attualizzazione collegati al prezzo dell’energia, che avrebbe comportato un incremento della remunerazione del gestore di oltre 16 milioni di euro nel biennio, contestato dal Comune. «Due milioni di euro versati e una vicenda simile che passa da una determina pubblicata il 1° gennaio: crediamo che questo dica molto sul problema di trasparenza che solleviamo», afferma Palagi, osservando che restano sconosciuti i dettagli dell’altra transazione, quella relativa agli obblighi di manutenzione, così come l’accordo integrale sottoscritto tra le parti.
Il consigliere richiama anche il procedimento giudiziario che coinvolge i vertici di GEST, attualmente a giudizio con l’accusa di falso in bilancio, ricordando che la Procura ha richiesto anche il commissariamento della società. «Non spetta a noi emettere sentenze e vale per tutti la presunzione di innocenza. Ma un fatto resta: la Giunta ha approvato le transazioni mentre quel procedimento era già pendente, e riguarda la solidità stessa dei conti su cui quelle trattative si sono svolte». Palagi ricorda inoltre che non sarebbe la prima volta che un contenzioso relativo alla concessione della tramvia si conclude senza un confronto pubblico, citando il precedente del 2020, quando una richiesta da 470 milioni di euro fu definita con un accordo da 2,5 milioni e il riequilibrio del piano finanziario. Pur precisando di non contestare il ricorso allo strumento della transazione, «previsto dall’ordinamento e talvolta preferibile all’incertezza di un contenzioso», il consigliere critica il fatto che «scelte di questa portata, su un’infrastruttura pagata e vissuta dalla collettività, avvengano senza che il Consiglio comunale (e quindi la città) ne sappia nulla». Dopo aver esercitato l’accesso agli atti previsto per i consiglieri comunali, Palagi annuncia infine nuove iniziative: «Chiederemo formalmente l’accordo sottoscritto il 30 gennaio 2026 e la trattazione della situazione complessiva dei rapporti con concessionaria e gestore (contenziosi, transazioni, Piano Economico e Finanziario) nelle Commissioni competenti».



